Sono stato al concerto di Emis Killa all’Alcatraz di Milano. Emis Killa il non rapper, quello senza flow, con un pubblico di dodicenni, quello non Hip Hop. Il più criticato. È vera solo quella sui dodicenni. Per il resto, mi spiace, ma sono stato a un concerto Hip Hop.

Hip Hop inteso come sempre, col Dj, coi beats, con gli ospiti, la jam. Sì, è vero, il numero di bambini era impressionante, mai visto niente del genere prima (e i concerti a Milano li giro tutti), ma c’erano anche gli altri: i “grandi”, gli esperti, gli amici e, udite udite, i Bboy.

Il concerto si apre con un po’ di ospiti-amici. C’è Jamil. Poi sale sul palco Giso per la vera e propria apertura dello show presentando più di un esponente della Blocco Recordz (menzione speciale per Lazza, il più in forma).

Alle 22 è il momento di Emis Killa. Le prime note di Wow fanno saltare in aria il posto, intro azzeccata perché, se è vero che forse come scelta di barre da portare al BET Cypher l’anno scorso fu un po’ infelice, la canzone, complice il beat di PK, è ottima per aprire uno show.
Il concerto prosegue tra pezzi party, pezzi pop, pezzi più street, pescando soprattutto dai due album in Major, anche se qualche perla dai primi lavori viene fuori, come Neve e Fango o Sono cazzi miei, comunque gettonatissime, forse a testimoniare che il pubblico di Killa c’è da sempre o che, forse, ha recuperato le cose in un secondo momento. Va bene uguale

Vorrei ora soffermarmi su due questioni:

1. Gli ospiti. I concerti a Milano sono sempre ricchi di sorprese. È il bello, anche se a volte si rischia di vedere sempre lo stesso concerto. Specie in questi ultimi anni dove i rapper a scambiarsi i favori sono sempre quei nomi lì. Ma non è colpa di nessuno, nove volte su dieci si vede che è amicizia vera e non scelte di etichetta.
Emis quasi commosso a ricordarsi pischelletto mentre cresceva ascoltando J.Ax e Max Pezzali, ora sul suo palco a cantare rispettivamente A cena dai tuoi e La testa vuota.
Nota: Ax e Max con animi completamente differenti sul palco. J.Ax scatenato al massimo, come suo solito, mentre il povero Pezzali sembrava completamente imploso su se stesso in un vortice depressivo. Saranno i rispettivi momenti, coach a The Voice per uno, fresco di separazione l’altro? O forse più semplicemente hanno assorbito diversamente la presenza di Jamil nel backstage… Fine momento gossip.

Ma se questi erano ospiti annunciati, forse pochi si aspettavano di trovare Salmo a cantare Vietnam flow, la cui presenza nel disco del rapper di Vimercate aveva già scatenato qualche mugugno. E invece no, Killa, da sempre, è appoggiato dalla nuova scuola, dalla vecchia scuola, dal mainstream e dall’underground. Ci sarà un perché?

2. La vecchia scuola vale il punto 2. Sì, perché ad un tratto del live sul palco sale Big Fish con la sua consolle gigante a prendere il posto di Telaviv. E sale anche Ensi. Inizia così la parte più bella dell’intero show: 20 minuti di freestyle un quarto a testa come nelle migliori tradizioni, come nelle vecchie jam, come nel cortile sotto casa. Ensi, Killa, si può discutere, ma cosa volete dirgli a questo ragazzo ancora. Le battaglie se l’è fatte tutte, le ha anche vinte tutte, così come i mixtape, i feat, le jam. Non è certo lui che può essere accusato di non aver seguito i sacri dettami dell’Hip Hop.
Ma torniamo allo show. Ensi e Killa mettono in scena una bella session di freestyle sotto le mani sapienti di Big Fish, mi sembra di essere tornato indietro nel tempo quando Tormento scambiava le rime con Fede dei Lyricalz (ma questa è un’osservazione da vecchio nostalgico quasi patetico, che in Hano comunque facciamo spesso. Fede, ritorna (cit.)).

Dopo questa parentesi il concerto è scivolato via tra grandi hit e siparietti molto pop, inteso proprio come popular: Balotelli ed El Shaarawy (entrambi incredibilmente intimiditi dal palco) che salutano Emis e il pubblico calciando un pallone autografato e Francesco Facchinetti che si presenta in vestaglia da notte per scimmiottare la sua presenza nel video di Vampiri.

E a celebrare il grande momento del rapper milanese, ma forse di tutto il rap milanese, ma forse di tutto il rap italiano nel panorama musicale, a sorpresa Zanna, manager di Killa, si presenta sul palco col disco di platino certificato FIMI per Mercurio.

In conclusione buon live, bei momenti, buono show. Peccato solo che Emis Killa fosse reduce da un ricovero in ospedale, di pochi giorni prima, a causa di un’infezione ai linfonodi delle tonsille e questo ha pesato sulla performance, ma il ragazzo ha tenuto duro fino all’ultimo.
Unica nota, se posso permettermi, Emiliano, le posse track ci piacciono sempre tanto, specie dal vivo, ma 3 volte Blocco Boyz di seguito mai più per favore!

Matteo Fini
Ricercatore e Autore.
Per Hano ha scritto anche: Bamboccioni e Maestri, Con la Z€N da Fantini.
Contatti: @matteofinii

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Matteo Prof. Fini
Nella vita reale mi occupo di ricerca, didattica e formazione in Università e nel privato. Laureato in Scienze Politiche e Dottore di Ricerca in Statistica mi piace giocare coi numeri e le parole così nel 2010 ho pubblicato "Non è un Paese per bamboccioni" per CairoEditore. Seguo l’Hip Hop da sempre e dal 2013 firmo pezzi per Hano curando la rubrica Sellout e portando la mia particolare visione nel panorama italiano