EN?GMA:
Dicono di me, che sono un po’ poeta
in effetti tratto ‘sta merda come la creta
chiamami asceta ‘sta roba la purifico
visto che tu la vesti d’acrilico io ci tesso la seta

se t’avvicini mi scanso, tanto
mi sa che in questi frenetici tempo perdo il passo
nonostante questo c’ho eleganza nel farlo
e il flow nel sangue fa si che se scrivo me la ballo

rabbia random, per chi come noi s’è cagato il cazzo
tenetevi l’ipocrisia di questo andazzo
tutti ‘sti convenevoli sanno di falso
io per salutarvi al massimo vi suono il clacson

lo so, è poco tattico far l’antipatico
ma meglio un gelo artico di un caldo fantomatico
tanto qua cambiano idea in un attimo
gli mangio in testa come pranzassi in un attico

A volte apatico ma spesso franco
sono un romantico pazzo “Don Juan de Marco”
ehi, quando rimo demarco
non invadermi lo spazio che ti sbrano sul palco

Hombre, fate i matti da ubriachi
che se non ti cali chissà se vali
abbassami le voci anzi taci
darmi da scrivere è come far suonare chitarre al Mariachi

Oh, l’essere umano mi urta, sai
oramai qualsiasi cosa mi disturba
dai, qua c’è troppa gente furba
piatti caldi amicizia lunga

C’ho i versi intimi ma liberi
e non limiti noi veri lirici con patetici epiteti
al massimo ci imiti, ma basta
quando vesto largo è per mettermi tutti in tasca.

MARIO:
Dicono di me un sacco di cazzate
poco male, basta che parlate
trovati un’amica così magari scopi
bevi l’ammoniaca così magari muori

Nudo e crudo così sono
flow da un quintale così suono
Busdiggy droppa la bomba
tu mettiti in ginocchio che Merio ti inonda

Il mio nome sulla tua bocca
di te non parla nessuno, mi fotto anche la tua stronza
sbaglio termini ho studiato poco
non è cosa dici ma in che modo

Io dritto in faccia come un autotreno
dal pianterreno fino al mondo intero
so cos’è meglio per me, stai sereno
ho la fame negli occhi dal giorno Zero.

FRAH:
Rabbia random
dammi le chiavi del Lambo
combino più casini che a Los Santos
FQ con Machete lascia lo stampo
al tuo crew col machete faccio lo scalpo

Meglio che non dicano di me
ridano di me
mentre gli bombardo il vicolo di tag
tu puoi fare il drago ma sei piccolo piccolo man
sei ridicolo passami il micro e lascia fare a me

Italia di pecoroni si adegua all’orchestra
noi ultima fila con tutt’altra musica in testa
restiamo fuori fino all’alba
nella tempesta avremo ancora le forze per fare festa

Non mi interessa cosa dicono in giro di me
se tutti parlano vuol dire che qualcosa c’è
a scuola tutti a pieni voti tranne me
io ora mi becco un cachet
mentre loro lavorano al Mc.