Inoki L'Antidoto RecensioneEtichetta: Rap Pirata
Distribuzione: Rap Pirata/Bonnot Music
Anno: 2014

7 anni dopo il suo ultimo album ufficiale, torna Inoki, il rapper bolognese che nell’ultimo periodo aveva fatto più parlare di se, non per la sua musica, ma per i suoi continui scontri con il mondo dell’hip hop: vedi Guè Pequeno, vedi Salmo ecc ecc…
Ecco uno dei temi del nuovo album del rapper di origini romane.

L’antidoto“, lo si aspettava da un po’ di tempo (Novembre 2012 furono caricati due brani su Youtube), ma come dice lui in un intervista: “Quando non hai nessuno alle spalle i tempi di lavorazione per un disco sono più lunghi, ma sono decisamente quelli giusti“( “repubblica.it “ intervista del 18 Febbraio 2014 ).
Il disco è composto da 12 brani, scritti e composti, tranne che per tre produzioni, interamente da Inoki; il rapper si è dedicato sia alla stesura dei testi, sia alla parte musicale. Quest’ultima è stata prodotta a 4 mani con il produttore Bonnot ( Assalti Frontali ), il quale ha avuto il privilegio di poter produrre interamente 3 tracce da solo: “Dirty pirates “, “ Mi sento vivo “, “Le tue bugie “.
Oltre a Bonnot, nel disco sono presenti anche Assalti Frontali, Nunzio Streetchild, Awa Mirone, Giulia Spallino e Tino Tracanna, sassofonista, che per me è il valore aggiunto alle 2 tracce in cui è presente nel disco, nulla togliere agli altri featuring!

Per quello che riguarda la parte musicale nulla da dire: suoni molto puliti, molto hardcore, come li definirebbe il buon Fabiano. Mi ha stupito molto “Weekend infinito“, suoni che nulla hanno a che vedere con l’artista di BO: dimostrazione che sa adattarsi e che riesce a stare su qualsiasi suono gli venga proposto, il che non è da tutti.
La vittoria, musicalmente parlando, si trova in “Cielo terso “e “Una via “; il sassofono di Tino Tracanna fa la sua porca figura; il jazz mischiato all’hip hop è una combo devastante, e Inoki lo ha capito benissimo!

Il problema, se così lo si vuole chiamare, arriva dai testi.
Il discorso, è che siamo sempre sulle stesse tematiche!
Lode al movimento hip hop, lode alla strada, lode al ballo, disegno, wrtiting e allo scratch; odio verso i soldi, causa di violenza e non di felicità, odio alla major, causa di schiavitù e non di libertà, critica ai social e alla televisione, racconti di weekend che “distruggono”, serate sotto i portici e nei club.
Non sto dicendo che non mi piacciano i brani, sto solamente dicendo che sono cose che già sappiamo tutti: sembra Saviano con Gomorra: le sapevamo tutti quelle cose, grazie!
Il modo di Inoki di dire le cose, colpisce sempre perché non fa giochi di parole, vedi nella traccia numero 4 ( “Bimbo idiota fan di Marracash “), però cade nella trappola ogni volta!
Poi ci sono anche tematiche molto forti come quella descritta in “Casa dolce casa “dove il rapper canta la lotta per il diritto alla casa, “Siamo uno “traccia dal contenuto molto forte, dove invita alla fratellanza e “Le tue bugie “, canzone contro chi mente.
Per concludere: io mi aspettavo altro!
Mi aspettavo un’evoluzione, non nell’artista, ma nei contenuti! Si parla troppo spesso di queste cose, il pubblico ha bisogno di altro. Abbiamo già tanti problemi, la musica dovrebbe essere una valvola di sfogo, non un modo per farci pensare ulteriormente in negativo!
Comunque, da 1 a 10 al disco do un 7-: così poco per i motivi spiegati prima, e così tanto perché comunque è un lavoro fatto molto bene, anche se dopo due anni di attesa ci si aspettava una bomba che avrebbe dovuto mettere a tacere molta gente.
“Alzare il livello della musica e non dell’immagine “disse Inoki in un’intervista: ce l’ha fatta a metà, a parer mio.

Luca Grossi