All’inizio non capivo la differenza tra avere o essere.
Tutto conciliava in un’insana voglia di avere ciò che mi mancava.
Il mio quartiere era la mia culla, la mia tana, la mia prigione allo stesso tempo.
Gli amici divennero colleghi.
La vita un lavoro e un gioco nello stesso momento.

L’adrenalina e il rischio carburante per la mente.
Ben presto diventai ciò che avevo.
Un corpo senz’anima. Carne e vene e filigrana.
A quel punto capii la differenza tra avere ed essere. Nessuna.
Il mondo sopravviveva mentre io vivevo.