Il suono è caldo come il sole ma ha il colore della notte
Ha un cuore uguale al nostro però batte più forte
Rughe sul viso, ed ha il sorriso di un bastardo
Guarda la morte in faccia e la morte abbassa lo sguardo
Io le so bene le risposte che sa darmi
E grido solo per la via come Giovanni da più di trent’anni
Per questo parlo: per la gente senza fiato
Per chi non ha tempo e sogna un tempo indeterminato
In testa musica, ma niente tra le mani
In cuffia al capolinea a Piazzale dei Partigiani
Scrivo per Reggio e per chi vive alla giornata
Scrivo un’altra Avvelenata sopra i muri della strada
Scrivo una nota e una parola, io ci credo ancora
Scrivo “Cuba Libre” e non intendo rum e cola
E l’ho già detto che di fatto siamo in tanti
Questa è musica, rivoluzione dentro i vostri impianti

Io scrivo rime e lascio fogli sul mio tavolo
Non dormono e mi parlano con la voce del diavolo
Mi sveglio e ogni testo lo trovo diverso
Più sarcastico e col plastico che cola da ogni verso
Sangue nuovo nelle arterie di questo quartiere
Suono forte, suono vero, ma non suono bene
Giro con gente che la pensa come me
E la musica ci salva, Rock The Casbah come i Clash.
È meglio un cerchio intorno al fuoco che un palco lontano
È meglio perdere la voce che parlare piano
Per questo è raro che scriva testi al passato:
Perché ogni giorno è struggle, come il pezzo dei Kalafro
E in vecchi dischi i musicisti sanno cosa sia
E perché il chitarrista vende l’anima ad un crocevia
E in vecchi dischi i musicisti l’hanno detto
Che la musica è la rivoluzione nello specchio.