Raydeneide RecensioneEtichetta: Tempi Duri

Distribuzione:
Anno: 2014

Rayden, al secolo Marco Richetto si presenta con il suo quarto lavoro da solista ed il primo sotto etichetta Tempi Duri, con un prodotto maturo, coerente e di buon livello.

A differenza degli altri lavori, le sue produzioni hanno lasciato spazio a molti altri artisti, noti e meno, tra cui troviamo Dinu, Zangirolami, Vox P, Prez, Neroargento, Medeline, Tyrelli, Matt Pawana: la mano di Rayden in alcune produzioni devo ammettere che non si nota moltissimo, ma si mischia con la buona qualità dei producers che hanno collaborato alla realizzazione di questo lavoro.

Rayden si concentra sui testi, e si mette a nudo, si racconta senza maschere o impersonificazioni fuori luogo. Chi segue questo artista da tempo, trova un continuare del filo conduttore introspettivo ed emotivo di questo artista. Tecnicamente eccellente, Rayden racconta il suo rapporto con l’amore, con i sentimenti, con la famiglia, con il mondo che gli sta intorno. Un lavoro molto “morbido” e musicato, senza particolari spunti ritmici. Un disco abbastanza lento, ma anche qui, rimaniamo coerenti con i gusti dell’artista.

Come spunti più “vivi” troviamo Steve Jobs, Raydeneide, Campione (con Denny LaHome), Tempi Duri (con Fabri Fibra): e su questo punto mi fermo un attimo: le collaborazioni i con Onemic, Denny, Entics, Neroargento, Sara Paradiso, sono veramente piacevoli e ben fatti, mentre su Fabri Fibra non posso dire la stessa cosa. Non voglio aprire inserti particolari sull’artista ospite, ma dopo averne parlato positivamente nella recensione del disco precedente devo ricredermi.

Come detto sopra un disco molto musicato, e ne abbiamo una buona testimonianza ascoltando Lie to Me, Solo nell’umanità, Come la terra, Finchè nulla cambierà (singolo di presentazione del disco). Il disco non è un disco per tutti, non è semplice, ma è ben fatto, di qualità, piacevole. Un bel disco, opera di un artista che sa fare Rap di qualità. Ed in piena onestà intellettuale voglio invitare a non considerare “Finchè nulla cambierà” un brano pieno di luoghi comuni, ma come un continuo di “Chi paga”, brano che tra i primi portò al “grande pubblico” (per quanto piccolo ai tempi) lui ed i Onemic, formazione torinese dal quale arriva il rapper.

Concludendo credo sia un bel lavoro, che per gli amanti del rap meno spinto e terrone può essere davvero un buon acquisto. Pecca in longevità e va ascoltato con la giusta intenzione, ma è ben fatto, ed i testi sono notevoli nella stesura e nel contenuto. Il consiglio è di acquistarlo, o comunque se siete indecisi date un attento ascolto delle  anteprime. Il disco si trova in tutti gli store digitali, con la traccia “lie to me” in esclusiva come Bonus Track su itunes).
Restando in attesa di un, chissà, ritorno di Rayden in un disco con tutti i OneMic , vi auguriamo un Buon Ascolto

Ciroga (twitter: @therealciroga)