Two Fingerz V RecensioneEtichetta: Sony Music
Distribuzione: Sony Music
Anno: 2014

Diciamocelo, il rap italiano di oggi si divide tra la banalità mainstream, di gente che fa l’arrivata (ma la casa la compra comunque con il mutuo) e la media dei testi è: “sboccio la boccia, slaccio la gonna, mi faccio la tua donna” e tra rosicate underground, di gente che non ha ancora capito che forse è meglio smettere d’investire quei 500€ in street video e magari girarli, chessò, in un corso di formazione o in vestiti decenti e dove la media delle rime è: “non sboccio la boccia, sono reale, porto a spasso il cane in quartiere”.

Grazie a Dio, poi, una volta ogni tanto esce un disco come “V” dei Two Fingerz, dove oltre ad un ottimo contenuto musicale che va a migliorarsi di anno in anno, troviamo anche dei contenuti; già, dei contenuti! Ecco la novità.

Che poi novità non è, Danti ci ha sempre abituati a grandi giochi di parole e storytelling e forse in Italia, in questo, è decisamente il migliore.

Le produzioni di Roofio, come dicevo, sono impeccabili; questo stile che spazia dalla dance anni 90 alla dubstep, passando per la trap è l’evoluzione di un lavoro cominciato anni fa, quando in realtà l’influenza elettronica nell’hip hop era ridotta ai minimi termini, ed ora, sta giustamente raccogliendo i frutti di questo lavoro, creando una musica piacevole all’ascolto che con i giusti dj, può anche suonare in tutti i club da ora fino alla prossima estate, senza tralasciare però appunto quello che viene cantato.

Le tematiche sono quelle “classiche” di Danti: amori, lavoro, famiglia, felicità…cose concrete, raccontate in maniera superlativa.

Dal “Burattino” di Mouse Music passiamo ai “Palloncini” di V, traccia con la quale si apre l’album, dà il là al volo pindarico che è tutto il resto del disco.

Una delle perle di quest’album è di sicuro “1+1 fa 3” da ascoltare assolutamente: stupenda rappresentazione di un rapporto di coppia, romantica e pungente come è uso di Danti, quando parla di questi argomenti.

Ma V non è solo romantcismo: troviamo una decente ignoranza nel primo singolo del disco “Cassa Dritta” con la partecipazione di Fedez, uno dei tre featuring del disco.

Gli altri sono Ensi in “La cosa più bella che c’è” (stupenda, soprattutto la sua strofa) e Baby K in “Mi Piace”, simpatico riferimento ai Like di Facebook, molto divertente.

Che altro dire? Il disco è veramente bello e immancabile per i fan, perché in parte è un “ritorno al passato” ma in senso buono, più vicino al “Disco Volante” che a “Mouse Music”, ma con una decisa evoluzione sonora.

Ovviamente sconsiglio ai puristi del rap l’ascolto, sono i Two Fingerz e non vi sono mai piaciuti.

Nel complesso, a mio avviso, il miglior album degli ultimi tempi, in Italia, per contenuti ed approccio. Da avere assolutamente.

Vitto (twitter @vittoworldpeace)