La primavera l’alba riscalda.
Io giro le stazioni e scrivo mezze poesie sui cartoni del Vernel.
Ho una penna,racconta fatti di sangue,fatti di sperma.
Lo sperma è mio,il sangue è degli altri,per dimenticarmi di quando avevo in bocca la terra e sapore di sangue e sperma,il sangue era mio e lo sperma degli altri.
Al mio paese stanno raccogliendo l’uva.
La notte apprezzi i videoclip senza il sonoro,compongo i numeri sexy e mi innamoro della voce delle centraliniste al 666 poi mi vesto,scendo,e mentre aspetto il taxy studio un trabocchetto e non appena nel vicolo sottraggo all’autista il trabicolo.Mi chiudono dentro e scrivo in bilico tra autistico e artistico otterrei me.
Scelgono il giorno con le fasi della luna.
Vetrine e sipari,le strade sono passerelle e i riflettori fari,ognuno indossa i propri denari,se vuoi entrare da Armani e uscire a piene mani devi entrarci armato con dei sicari.
Se vuoi trash,fresh come daghi o paghi o fai tricks da maghi.
Io unisco l’utile al dilettevole ma se mi avvicino troppo al limite scivolo nel gigolò.
In città ho perso tradizioni e valori.
C’è chi ha comprato un automobile nuova ma preferisce non si muova,soprammobile.Io che coltivo l’immaginario nel video mi vedo divo in Cadillac con la spocchia alla Vanille Light.Nel frattempo apro gli occhi,attento,tutte le vie che portano foto sintesi sul cemento,godo di quello che ho tra le mani,dimentichiamo il domani,non si sa mai chi sarà Papa Luciani.
Quest’anno la vendemmia la faranno da soli.

Ritornello:
Al mio paese stanno raccogliendo l’uva.
Scelgono il giorno con le fasi della luna
In città ho perso tradizioni e valori.
Quest’anno la vendemmia la faranno da soli.

Vero amore,per la mia terra io l’ho.
Ma non basta cuore,serve cash,tu ce l’hai? io no.
E non basta darsi da fare,ora basta con le storie niente favole,fumo cancello le memorie.Ho l’età per capire che le chance sono troie,devi pagarle se le vuoi sulle tue traiettoie
Mazzette alla fortuna perchè è lei che vede la strada,i miei soldi allentano il nastro con cui è bendata.
Al mio paese stanno raccogliendo l’uva.
In fondo non è cambiato poi tanto,colgo frutti diversi ora che i semi li pianto nell’asfalto.Il grano che tu raccogli è di spighe d’oro giallo,il grano che io raccolgo è di carta o di metallo,ma le stelle che vedo,sono le stesse ma meno,perchè il fumo delle fabbriche qua copre mezzo cielo.
E respiro metà aria e metà veleno,ma il grano che faccio qua mantiene me e il tuo terreno pa’.
Scelgono il giorno con le fasi della luna.
Mi alzo ogni giorno con il piede sinistro,come la mano che do a persone che definisco persone no,e poi ci sono di rado persone sì,la mano destra,la uso soltanto per bere drink.
Non credo nell’oroscopo,ma lo leggo.Sorrido al mio capo ma giuro non lo reggo,legge di Marphin per oggi non sto a preoccuparmi,tanto so che il mio domani sarà peggio.
In città ho perso tradizioni e valori.
E non mi ci riconosco nel ruole di chi lecca,in ginocchio,in chiesa o alla mecca,non nell’ufficio posto di un sottoposto con manie di grandezza,per chi se la vive in classe operaia e nonnismo come naia.
E sono stanco già prima di timbrare il cartellino ma ho più soldi,più donne,più abiti,meno calli sulle mani,ma più calli cerebrali e sono quei calli che non se ne vanno via più.

Ritornello:
Al mio paese stanno raccogliendo l’uva.
Scelgono il giorno con le fasi della luna
In città ho perso tradizioni e valori.
Quest’anno la vendemmia la faranno da soli.
i.