LA PINA: Ho visto tanti cieli diventare neri e poi tornare giorni delle volte vai pensi che lo sai ma alla fine torni porte chiuse mille scuse troppe cose non si sono poi concluse stretta tra le ossa cerco qualche cosa che mi possa spingere fuori da quel vuoto che continua a stringerele, mete che ho raggiunte le voglio voglio metterle integre voglio vincereci vuol talento a stare al mondo devo fare bene il mio perche’ lo vuole Dio ma spesso tocco il fondo la vita e’ un film low budget niente mance baci sulle guance falsi come Giuda infami come barracuda e chi decide di non esser solo una comparsa in tutta questa farsa suda partecipo scommetto quel che c’ho ho pagato il mio biglietto e adesso voglio lo spettacolo

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POLARE: Finire e’ l’importante ma quante volte ti sei chiesto se e’ troppo tardi oppure troppo presto per metterci una riga sulla storia che non gira quando l’ora d’aria ausiliaria e’ quasi finita e serve un DO di petto faccio quel che so perche’ mi aspetto di voltarmi in dietro e guardarmi con rispetto per ora ho visto venticinque San Silvestro il giorno dopo è sempre ripartito un anno nuovo getto giu’ nel vuoto cio’ che sembra vecchio remoto pronto a rigiocarmi ancora in toto zero rimpianti a costo di dover lavar i piatti a conti fatti la mia vita in mano l’artista artigiano che insegue un sogno arcano faccio il mio nel trio che spacca il deretano chi non aspetta aggiunge goccia a goccia un reagente in provetta lo stillicidio con cui uccido in cinque contro il mondo

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ESA: Rappresento della gente che segue un trend che chi non e’ competente non comprende specialmente se non vuoi ascoltarla quando parla che del sopravvivere ne ha fatto un’ arte fuori dai target perche’ non ne fa parte la mina vagante che puo’ esplodere in qualsiasi istante esplora questa parte del mondo dove chi si esprime va fino alla fine (fino in fondo) voglio il tempo di rimare fino a che non collasso voglio il tempo di taggare ogni posto per cui passo mi aggiro per il circondario col mio armamentario fuori dall’ordinario è il calore che irradio sempre meno refrattario del mattone infiammabile piu’ del carbone alimento un’autocombustione e piu’ mi do fiducia piu’ brucia voglio stare acceso porto sulle spalle il peso di un’adolescenza vissuta sospeso come in un limbo devo dare il mio perche’ lo so che anch’io prima o poi mi estinguo…

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