Questo è il blues delle scuole che chiudono, l’odore dell’ umido
la neve che cade, i termos che asciugano
il vino di un altro bicchierino, il sorriso
che tu c’hai quando anch’ io sorrido
di un disco appena uscito, di “oh, l’hai sentito, quant è figo?”
di quando alzi il volume e sei stordito
di quando fuori è grigio, però è lo stesso amico
venite a casa mia che cucino, abito più vicino (eh)
questo è il blues del sabato mattina, non è la sveglia ma ti svegli prima
il blues del latte, il bus che parte, il treno strapieno, di mille facce
è questo è il blues dei tortellini in brodo, del dimmelo di nuovo, del cretini loro
dell’ uno con l’altro, reggersi al muro in sbatto, la testa contro il fatto che stiamo lontani un sacco

e lascia tutto com’ è, lascia che suoni ancora..e lascia tutto com è, tutto com è

questo è il blues del “oh non ci vediamo mai”
questo è il blues del “quando cazzo ci vediamo, dai”
e stavo meglio al liceo del “che figata l’università”
ma quando avrò un lavoro poi mi piacerà
degli amici al bar, della mia città, della mia città quando piove
dei live, delle prove, del rap, delle ore a parlare del disco migliore
e quanto ci vuole a dare blues ad un mondo nero?
a raccontarmi com’ era quando non c’ero?
che tutti sono presi dal loro veleno
che io compongo la mia musica, l’unica in cui credo
devo stravolgere i piani che mi ero fatto, poi ho stravolto i tuoi dall’ altro canto
io che detesto il tempo e passo per quello che ne fa passare tanto, tanto

e lascia tutto com è, lascia che suoni ancora..e lascia tutto com è, tutto com è

(e lascia, tutto com è)