E’ un attitudine notturna, i suoi soggeti sono in crescita costante, fondamentalmente recidivi a tutto/ di fatto non li senti e non li vedi e non avverti i loro schemi/ a te sfugge il concetto, vedi solo nomi, per te è una cosa semplice/ due bombole d’argento e una pressione grazie all’indice/ non chiamare affreschi quelli che vedi sui palazzi, la terminologia corretta e pezzi zero tabbozzi/ ognuno ha il suo motivo, il proprio stile e ne va fiero/ e niente in dolce a chi ne fa un lavoro, io non vengo sul tuo muro per denaro resto concreto e sto aggrappato a un sogno/ sono in ferrovia e un top to botton su un vagone bianco/ il tempo ha sviluppato nuovi stili, nuove forme, situazioni sempre pese come ci ha insegnato Phase/ percui non ti stupire se ti è tutto incomprensibile, è assai difficile il concetto senza il codice.

Ritornello:
Sull’acciaio, sul muro lascia traccie di colore come un codice, il concetto che ti è estraneo rende tutto più difficile.
Sull’acciaio, sul muro lascia traccie di colore come un codice, il concetto che ti è estraneo rende tutto più difficile.
Sull’acciaio, sul muro lascia traccie di colore come un codice, il concetto che ti è estraneo rende tutto più difficile.
Sull’acciaio, sul muro lascia traccie di colore come un codice, il concetto che ti è estraneo rende tutto più difficile.

Sudato in fronte anche se fuori è sottozero, è la conferma che sei vivo, tu sai che non è un gioco/ ci hanno già sparato addosso, succede spesso/ se è un passatempo che tu cerchi qui hai sbagliato posto/ col buio intorno ogni rumore crea un sospetto, sotto le finestre scure di un vagone, un writer scrive un nome, un altro sale sopra un tetto a trenta metri dall’asfalto, sempre più in alto, sempre più svelto, spesso sconvolto/ il sole mostra inesorabile il loro passaggio, per chi cancella anche il domani sarà peggio perché, per ogni pezzo che scompare ce ne sono altri tre pronti/ per cui stanotte tocca stare attenti/ se vuoi chiamarla guerra e allora guerra sia: tu scegli quando, perché di fisso il posto è in ferrovia/ io starò attento, per non trovarmi mai difronte a un giudice/ il concetto resta estraneo per te se non hai il codice.

Ritornello:
Sull’acciaio, sul muro lascia traccie di colore come un codice, il concetto che ti è estraneo rende tutto più difficile.
Sull’acciaio, sul muro lascia traccie di colore come un codice, il concetto che ti è estraneo rende tutto più difficile.
Sull’acciaio, sul muro lascia traccie di colore come un codice, il concetto che ti è estraneo rende tutto più difficile.
Sull’acciaio, sul muro lascia traccie di colore come un codice, il concetto che ti è estraneo rende tutto più difficile.

Scritto sul muro col colore, sull’acciaio leggi il codice/ difficile il conceto è senza regole/ ma è inutile, se questo tu lo chiami crimine, essere ostile, per te io sarò il peggior criminale/ e quando il sole scende si nasconde e le ombre si fan lunghe, un writer veste scuro e si confonde con il nero/ mentre un treno è già lontano col suo pezzo a lato, in posti che non hai mai visto, in cui non sei mai stato/ credi che sia facile, ma senza codice non ti è possibile comprendere il motivo/ come DeeMo sfido il buio e sopravvivo/ io non dipingo quadri, scrivo lettere e un esercito di writers è pronto per combattere/ se non ci credi guarda in giro, vedrai firme su ogni muro/ un singolo frammento che compone un b.boy fiero/ per cui se non ci stai la tua sconfitta sarà duplice, il concetto resta estraneo per te se non hai il codice.

Ritornello:
Sull’acciaio, sul muro lascia traccie di colore come un codice, il concetto che ti è estraneo rende tutto più difficile.
Sull’acciaio, sul muro lascia traccie di colore come un codice, il concetto che ti è estraneo rende tutto più difficile.
Sull’acciaio, sul muro lascia traccie di colore come un codice, il concetto che ti è estraneo rende tutto più difficile.
Sull’acciaio, sul muro lascia traccie di colore come un codice, il concetto che ti è estraneo rende tutto più difficile.