Io mi nutro di fastidio, come l’uomo Methodo: porto il dolore/ lo porto dentro come melma che mi avvolge il cuore/ lo porto in giro con i miei pensieri gia da vecchia data, e mentre io mi nutro di fastidio lui si mangia la mia vita/ come un candela rovesciata brucia il doppio più veloce: per questo io non trovo pace/ il tempo scorre senza sosta e non si arresta la lancetta gira senza sosta: non resta che abbasar la testa/ anche per questa ragione non trovo soluzione alcuna, se non nutrirmi di fastidio e rigirarmi nella mia cancrena, maledicendo la sfortuna che da quando sono nato non mi ha lasciato mai un minuto/ ma non mi piango addosso, reagisco come posso, fortuna c’è il fastidio che stimola lo studio e pure il gusto/ e adesso che di tempo per scherzare non ve n’è, io non vi vedo…mi nutro di fastisio

Ritornello:
Quando vado in para appaio/ l’aquiete è il mio contrario/ io mi nutro di fastidio
Quando vado in para appaio/ l’aquiete è il mio contrario/ io mi nutro di fastidio

Metamorfosi dovuta ad un fastidio che si manifesta sotto forma di pensieri strani, di crisi maniacali/ uccido io la quiete col veleno che produco per restare nei miei piani/ la deficienza è sotto tiro, la tengo appesa a un filo, la sua risata è insopportabile: se premo uccido/ non ho tempo da sprecare: zero sprechi, niente giochi, io ho da fare/ quello che mi spetta non lo voglio più, non serve più, e anche se ci fosse non mi calma più/ ormai ci sono e resto/ mi nutro di fastidio e mi innesco, tipo losco/ ho il fermo immagine sul programma guaio/ sono stronzo ma non ti invidio: bravo perché studio/ sgarbato di fronte a tanta cortesia, quello che faccio è roba mia, solo roba mia/ come è mia ‘sta poesia imparata sulla strada, un pavimento freddo dove gira la mia schiena nuda/ tengo un pazzo a bada, perché sennò ti cago addosso, sicuramente io ti stresso…

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Quando vado in para appaio/ l’aquiete è il mio contrario/ io mi nutro di fastidio
Quando vado in para appaio/ l’aquiete è il mio contrario/ io mi nutro di fastidio

Ho perso ogni riferimento tipo il come il dove il quando/ anche volendo, cambiare pare non ci sia più tempo/ un nome a questa situazione forse poi sitrova, ma adesso io mi nutro di fastidio questa è la mia dieta/ con le spalle al muro e senza via di uscita/ la vita è una puttana, una vetrina piena con la porta chiusa/ di tempo non ne resta troppo, vedi che fa brutto: non resta che appoggiarsi in testa il ferro e premere il grilleto/ l’avrei già fatto credimi, fastidio salvami… lui mi ha salvato, e adesso nutrimi, non farmi stare male quando il cielo è grigio e dammi luce quando regna il buio, concedimi la vista quando io non vedo/ in quanto penso di non stare in giro troppo a lungo, mi sento stanco e non ci sto più dentro, quindi conto solo il tempo che rimane per finire il mio lavoro/ tra me e il suicidio, l’ostacolo è il Fastidio.

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Quando vado in para appaio/ l’aquiete è il mio contrario/ io mi nutro di fastidio
Quando vado in para appaio/ l’aquiete è il mio contrario/ io mi nutro di fastidio