La risposta all’articolo incriminato: La Donna 2.0: L’evoluzione della figa nel rap italiano (Articolo). Sono delusa, sinceramente. Mi aspettavo più sostegno da parte di voi ragazze che seguite Hano. Io me la immagino la visitatrice quotidiana di Hano: una ragazza forte, decisa, che tra una pausa pranzo e un ritorno a casa in treno si legge le news del giorno dal mondo del rap. Di certo tutto il contrario della ragazza che ho descritto.

Verissimo, ho parlato per luoghi comuni: ma, come qualche ragazzo, questa volta più abile di noi femminucce nel riconoscere il vero messaggio celato dietro alle mie frecciatine ironiche, ha notato, l’articolo sulla figa 2.0. era in prima battuta leggero. Era chiaramente scritto in chiave ironica e così doveva essere preso: ironicamente.

Ho fotografato un atteggiamento comune nella mia testa e l’ho riportato su un articolo di Hano, per rendere partecipi coloro che come me vivono l’Hip Hop e la femminilità in un altro modo, senza però insultare o arrivare all’utilizzo di toni acidi e sprezzanti, ma dando semplicemente un tocco in chiave umoristica al tutto. E i maschi questo l’han capito: bravi. Forse perchè ciò che ho detto poi tanto sbagliato non è.

Mi dispiace che molte utenti abbiano trovato questo mio elaborato superficiale e senza filo logico. Il filo logico c’era, eccome. Volevo ritrarre quel tipo di ragazza nel quale non mi rispecchio e che vedo spesso in giro. Con luogo comune dobbiamo intendere qualcosa che si ripete spesso ma che non comprende una totalità; pertanto ritengo non necessario prendersela se non si ritiene di appartenere alla categoria da me descritta. E’ una semplice parte di universo femminile che si è introdotta in un’altra parte di universo femminile che, al contrario, è sempre cresciuto con l’Hip Hop; ed è qui che mi metto io.

Una delle utenti donna ha detto di essere curiosa di sapere come mi pongo di fronte a questo argomento da me proposto e questa è la mia risposta.

Sono cresciuta con rap americano fin da piccola, quando le mie compagne di classe si ascoltavano Jessie McCartney e sognavano borse firmate, mentre i ragazzi si sfidavano a chi era il più truzzo (anche se a quel tempo si chiamavano PIGOLDINI) ed io li guardavo da lontano in disparte, con il mio lettore Cd, le Nike e un felpone oversize. Sono di una generazione piuttosto giovane rispetto a quelli che sono cresciuti nella golden age dell’Hip Hop, ma non abbastanza da non aver vissuto quella fase in cui il genere era ancora di nicchia e in cui trovare qualcuno appassionato come te ma che soprattutto avesse la tua età era come cercare un ago in un pagliaio. Sono cresciuta quindi UNICA tra le tante. Le modelle non si cagavano minimamente il rap e i rapper italiani erano considerati dalle varie figone da discoteca o dive del momento come straccioni e pezzenti. Io oggi non mi vesto più larga, vado in discoteca alle serate Uptown anch’io e in macchina ho anche l’ultimo cd di Guè. Ma posso dire tranquillamente di non appartenere alla figa 2.0, perchè io, quando il Rap era una subcultura e non un fenomeno di Amici, C’ERO. Quando NESSUNO SE LO CAGAVA io lo supportavo come potevo e come tutt’ora faccio. Se ho i New Era è perchè mi riconoscevo in un ideale e non perchè dovevo andare ad una serata e fare una determinata foto perchè ormai quel cappellino va di moda. Non mi ascolto una canzone di Biggie per rimorchiare, come molte, moltissime tipe affamate di uccello e/o fama fanno. Non faccio la modella e rappo allo stesso tempo, perchè per me moda e rap sono due cose differenti. Per me l’Hip Hop è qualcosa che resta, mentre come ho già detto la moda passa. E in fretta.

Qual è la ragazza perfetta? Non esiste una tipologia perfetta. Esistono donne UNICHE, con un proprio stile e una propria personalità. E poi c’è la massa. Io francamente ad un uomo auguro infinitamente la prima categoria. Peace.

Ester