Dunque… il 2013 sta per terminare perciò direi che sia giunto il momento di tirare un po’ le somme per quanto riguarda la credibilità del rap nostrano all’estero. Sembra infatti che la scena italiana sia stata definitivamente buggerata dagli sprezzanti e stereotipati commenti di Ed Lover sulla tanto chiacchierata esibizione di Emis Killa ai Bet Awards, al quale non sono per niente piaciuti gli incoraggiamenti del tenero newyorkese.

Bè la sua risposta non si è fatta attendere alla fine uno swaggone (anche se non credo che questo termine esista lo userò lo stesso perché è troppo swaggg…..!!!!!!) come Emis non poteva che rispondere al buon Lover dandogli dell’eccentrico matusa.

Comunque tralasciando per un momento le poco positive, per usare un eufemismo, critiche del Lover nazionale, tutto sommato questo che si chiuderà; è stato un anno pieno di riconoscimenti per l’hip hop italiano. Non temo di dire infatti che il rap ha raggiunto un picco di popolarità senza eguali nel nostro caro stivale, ne sono testimoni i vari dischi iridati e platinati appesi alle pareti delle case di gente come Guè, Emis Killa e Salmo. Con quest’ultimo vorrei proprio iniziare il mio discorso sulla considerazione che hanno di noi all’estero.

L’artista sardo infatti vanta una eccellente collaborazione internazionale con il trio più incazzato d’Olanda, ovvero i Dope D.O.D esponenti della nuova scuola dell’hardcore e grandi esperti per quanto riguarda le contaminazioni elettroniche nell’hip hop (principalmente dubstep). Gli stessi hanno dichiarato di essere rimasti piacevolmente colpiti dalle produzioni dell’artista sardo scegliendo proprio un suo beat per il pezzo “blood shake“, che ha riscosso moltissimi feedback positivi in Italia ma soprattutto in Olanda dove i nostri compagni europei sembrano aver apprezzato l’incisività e la durezza del rapper italiano.

Rap Italiano All'estero

I Dope hanno anche detto di vedere di buon occhio le creazioni di un altro big della scena italiana quale Noyz Narcos, che con i suoi toni violenti e criminosi e con il suo stile deliziosamente macabro, sembra aver colpito i tre rappers di Groningen. Detto questo, anche se non vedo grandi possibilità che ciò avvenga, perché non sperare in una connessione dei Dope con l’underground romano o perché non sperare ancora in un ulteriore collaborazione con lo stesso Salmo vista l’affinità dimostrata dalle due parti?! Ma Salmo non è stato l’unico a darsi da fare, anzi il suo ex compagno di scuderia alla “Kick Off Recordz” Lord Madness è stato in grado di fare addirittura meglio di lui. Mesi fa infatti il rapper di Roma ha partecipato all’album “Clinicamente Morto” nel pezzo Closedcasket dove ad accompagnarlo sul beat c’è nientedimeno che Ruste Juxx un grande rappresentante dell’underground newyorkese che direttamente da Brooklyn fa sentire la sua ingombrante e massiccia presenza sul beat.

Ma le sorprese non sono finite qua, infatti girovagando su rapburger mi sono imbattuto in un interessante articolo su due emergenti producers della Unlimited Struggle, ovvero Amon e Freshbeat, che sono riusciti ad ospitare nel loro album di debutto artisti del calibro di Wordsworth, il già citato Ruste Juxx, e i Cali Agents in pieno effetto ossia Rasco e il capo assoluto della scena underground Californiana l’unico ed inimitabile Planet Asia. L’album in questione si intitola Dusty Fingerz ed è un vero capolavoro per gli appassionati del genere, ne consiglio l’ascolto a tutti coloro che sognavo un album che conciliasse una parte, seppur piccola, dell’underground americano con alcuni dei pezzi grossi della vecchia scuola italiana quali Esa, Inoki, Maury B e tantissimi altri…. Non disperate amanti del rap, perché l’hip hop in Italia è vivo ed adesso anche in America lo sanno.

Paolo Sciuga