Qui non mi passa più un minuto anche se il giorno è concluso
e questa notte mi trasformerà in lupo, a cercare idee con il fiuto
coi i pensieri in un lenzuolo, che stendo sul foglio nudo
come su un immaginario futon,
con le voci ci discuto
ai fantasmi che mi danno il benvenuto gli faccio si con la testa
come un cenno di saluto, torsione del collo, sudo,
questa è la mia blue nox, richiesta d’aiuto, chiudo il canale per quanto floodo
con il terremoto in testa, attesta la magnitudo, ginocchiate ai pilastri
anni di valetudo, pasticche, bottiglie, keta ,strisce, ero da un buco
l’effetto non vale l’uso, per questo non le consumo,
e poi a cosa mi servirebbe, se ho gia capito il buio
se mi incastro da lucido è un attimo mi straluno
nel sangue ho la soluzione e quando scorre mi illumino,
ed ogni mia rima è un grumo che trovo anche senza luminol

Riprendo aria, raccolgo acqua piovana come Joe Barbieri sono una grondaia
scrivo in arial, flow lava, perchè la gente limitata , il rap non è la naja
qui dentro non si spara ne si abbaia,
ci basta una candela e una topaia per permettere che la magia accada,
ogni lettera è ordinata, come i fiori nell’ikebana,
ogni parola liquida è filtrata, sparata in base alla sua gittata e una volta cristallizzata,
da più piacere della saga di Concetta Licata, ricetta di casa, intercetta ogni mia frequenza pirata,
satelliti distanti, basta paragonarmi, smetti di stabilire un confronto tra me e gli altri,
nei fatti siamo tutti là davanti, e se vinco a parità di armi è perchè ho necessità di migliorarmi, ,
ma se sbaglio una strofa tu affogami, se va tutto a puttane come chi abroga la Merlin,
rota più forte della droga in un drink, prova a bere un mio cd è come se mandassi in gola un Micky Finn,
furia ceca, cura da esteta, e cultura da biblioteca,
velocità pura come a Laguna Seca,
ed ogni pezzo che incido è in beta perciò va in cineteca