(Mecna)
Sacrificato nei mie spazi vitali,
ridimensiono gli scazzi totali e mi mangio le mani.
Ti intralcio, mi chiami?
Negativo come gli spazi privati e i ragazzi tirati o il calcio,
i dadi, lo shiatsu, i saldi, i dai cazzo, dai cosa, ti calmi?
I ritardi e le scuse, le chiuse, gli incanti,
gli istanti, le intruse, le cose importanti, più avanti.
Non voglio legami con chi vuole legarsi,
non voglio le mani nei miei può darsi.
Non voglio fare piani,
lascio i miei piani farsi e sogno una birra con gli altri.
E tu stasera cosa fai, che proponi?
Bhè, ci sarebbe una festa però ci servono i nomi.
Poi ci sarebbe la ressa e c’è da aspettare almeno un’ora fuori,
e poi non so che musica trovi.

Ritornello:
E poi potrei andare, fuori, stare, con voi.
E potrei andare, fuori, stare con voi.

(Mistaman)
Non ho mai tempo per seguire i miei sogni, lavoro troppo,
ma se mi dicon dove vanno forse li raggiungo dopo
Mi sento un intellettuale, sto seduto a pensare,
mi si addormentano le gambe e dal cesso adesso non mi riesco a rialzare.
Mi sa che devo andare via, tutti si stanno divertendo alla faccia mia,
non sono fuori dal tunnel el el el del divertimento se devo starci sempre dentro,
ma ora sto vedendo la luce in fondo! Ah, come non detto, un treno mi sta venendo contro
per cui mi blocco mentre tu continui come col buffering nei porno in streaming.
Te quant’è che vivi dentro a ‘sto social network che sta alla socializzazione come la masturbazione al sesso?
Dimmi adesso che farai, resta o vai!

Ritornello:
E poi potrei andare, fuori, stare, con voi.
E potrei andare, fuori, stare con voi.

(Mecna)
Smanio, rimango, pago, mi calmo, parlo, ritardo, deciso a non farlo.
Ogni sabato è pasquetta, e aspetta che me ne vado per ficcare la lingua in bocca a uno bravo.
Buon anno. Decidi tu, che ti raggiungo, ma intanto
torno a casa a cambiarmi che fa un caldo,
tu, torna a casa a chiamarmi che sto arrivando.
Eh, tornato a casa ci rimango.

Ritornello:
E poi potrei andare, fuori, stare, con voi.
E potrei andare, fuori, stare con voi.