[Mecna/Ghemon]
Alla gente del rap, digli sempre com’è
altrimenti ti seppellisce nel tempo di un caffè.
Il vero passo in avanti lo sai qual’è?
Non devi convincere loro, devi convincere te.

[Mecna]
Caduto sul palco senza vestiti,
buttato a terra dai pareri, dai che dici, dai numeri, dai sacrifici.
Dai piedi in testa e dischi inutili,
calpesto i ruderi dei miei nemici e tu che mi maledici.
Siamo partiti, coi fogli bianchi e i temperini
e ci troviamo davanti alla mani su e sguardi rapiti.
Testardi, ma miti, temperamento da temperature miti
e non è il freddo di cui parlo, che vi ha infreddoliti.
Fissando obbiettivi che non avrei raggiunto.
Di spalle ai cattivi, di fronte all’urto,
di tagli agli arrivi non si può fare una carriera a turno
con aghi e fili per cucire assieme il tutto.
E la storia della scena a lutto? Scena già vista punto.
C’è chi fa scena e chi di schiena si sistema il trucco,
di si, disperati che siamo in nuovi generi culto,
io ai tuoi demoni sfuggo e prendo le redini.

[Mecna/Ghemon]
Alla gente del rap, digli sempre com’è
altrimenti ti seppellisce nel tempo di un caffè.
Il vero passo in avanti lo sai qual’è?
Non devi convincere loro, devi convincere te.

Ritornello:
Facciamo che ho sbagliato tutto e che hai ragione tu. Bravo. Bravo.
C’ho messo tutto me stesso, facciamo che scherzavo. Bravo. Bravo.
Ero sarcastico, a me lasciami stare, non mi nominare, a me lasciami stare, non mi nominare.
Shh, non parlare, shh, non parlare. Bravo. Bravo!

[Ghemon]
Se iniziassi questa strofa con il solito
“Loro non ci capiscono, noi siamo il vero hip-hop o no? Il loro ci dà il vomito”
finirei a fare l’idolo di una parte di popolo
ed è un rischio essere il re di quelli che si compatiscono.
Io ho delle palle quadrate, combatto senza scudo,
se il mostro chiede carne, avrà il suo pasto nudo
ma deve mangiarmi crudo e non sono dolce di sale
ed a molti resterei in gola, lo dico onde evitare.
Sto alla finestra, a volte il mare è calmo
a volte a richiesta l’acqua si increspa
e non la so placare o fare sistema o fare il gangster,
ho talmente tante pare che il male lo posso sfondare di testa.
Tutti hanno la svolta per farmi entrare alla festa,
neanche uno che mi abbia mai chiesto se mi interessa.
Con voi sto a posto, andate in pace.
Ci vediamo dove non si clicca “mi piace”.

Ritornello:
Facciamo che ho sbagliato tutto e che hai ragione tu. Bravo. Bravo.
C’ho messo tutto me stesso, facciamo che scherzavo. Bravo. Bravo.
Ero sarcastico, a me lasciami stare, non mi nominare, a me lasciami stare, non mi nominare.
Shh, non parlare, shh, non parlare. Bravo. Bravo!

[Mecna/Ghemon]
Parla in italiano, spiegati coi gesti.
Un paio dei mie tweet e ti riscrivo i testi.
Resti? Bhè allora copri gli specchi.
Non è il 2006, hai visto come ti vesti?
Potresti andare sul palco e starci,
anche se ti scompare la folla avanti.
Non ti discolpare, è che di ascoltarti
non ne posso veramente più, baci e abbracci.