Emis Killa Mercurio RecensioneEtichetta: Carosello Records/Blocco Recordz
Distribuzione: Carosello Records
Anno: 2013

Con “Mercurio“, arriva il secondo album sotto Carosello Records per Emis Killa, coronando un anno dorato, che l’ha visto protagonista dopo il successo di “L’Erba Cattiva“, con numerose candidature a premi importanti nel panorama musicale (vedi, ad esempio, per gli European Music Award di MTV) e la partecipazione ai BET Cypher di Dj Premier.

Alcune considerazioni: “Mercurio” è un ibrido, una fusione tra il genere pop che tanto è andato di moda nel nostro Paese e il rap ma un po’ diverso da quello che ci siamo abituati a sentire negli anni passati. Emiliano cambia target, così come vuole il mercato.

Produzioni impeccabili, accompagnate però da contenuti un po’ piatti che caratterizzano tutto il disco.

Contiene le collaborazioni di J-Ax (“A Cena dai Tuoi“) nel ritornello e di Max Pezzali (” La Testa Vuota“). In riferimento al buon Max Pezzali è un mistero la sua ormai presenza onnisciente nel mondo del rap italiano, come prezzemolo andato a male.

Per fortuna le collaborazioni non finiscono qui: troviamo Giso e Duellz in “Blocco Boyz“, una delle poche canzoni hip-hop dell’album, con entrambi gli ospiti a livello di Emis, bella ed ascoltabile, ovviamente dal contenuto leggero e frivolo.

Continuiamo con Salmo, che si presenta in “Vietnam Flow“, sicuramente una delle tracce migliori del disco sia per come suona, sia per come viene cantata, tecnica perfetta da parte di tutti e due gli artisti.

Un piccolo spazio speciale lo dedico ad “Essere Umano” che vede l’internazionale ed eccellente partecipazione di Skin, star degli Skunk Anansie, che cura il ritornello, della seconda migliore del disco.

Da qui quindi, mi sorge spontanea un’analisi: perché tutto il lavoro non è ai livelli di “Essere Umano” e di “Vietnam Flow“? Un piccolo ritorno al passato, in quanto a qualità, lo possiamo trovare in “Fratelli a metà“, canzone dedicata al fratellastro, dove si sente l’interesse personale dell’artista nel trasmettere le proprie emozioni: questo è il contenuto che si cerca, in un deserto di banalità negli ultimi lavori del panorama italico.

Lettera Dall’Inferno” denota l’ormai classica vena anti – clericale che accompagna un sacco d’artisti, dove EK si paragona a Dio, anzi, migliore di lui, cercando lo scalpore che si crea durante queste performance canore; un po’ come faceva De André, ma non per colpire folle di teenagers “ribelli”. Un altro paio di canzoni relative ai problemi di coppia, terminano l’opera, ritrattando e ritritando la solita solfa.

In conclusione, questo cd non suona rap, ma un ottimo pop moderno.
Per quanto riguarda un giudizio di critica meramente musicale, se si va al di là dei contenuti un po’ piatti (che secondo me, nel rap, sono l’80% dell’importanza), il disco è di ottima e pregevole fattura, soprattutto per quelle 2-3 canzoni che meritano veramente tanto, perciò, dal puro punto di vista sonoro, non me la sento di bocciarlo, anche se ritengo si sia fatto un passo indietro rispetto al lavoro dell’anno passato.

Vitto

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