Gue Pequeno Bravo Ragazzo RecensioneEtichetta: Universal Music
Distribuzione: Universal Music
Anno: 2013

Recensire un album come questo è tutt’altro che semplice, perché più che il giudizio è importante riuscire a far capire che non bisogna schierarsi sempre contro o pro qualcuno, che un personaggio o quello che dice deve sempre per forza essere usato come indice per una critica. Guè è uno dei personaggi che è entrato dalla porta principale perché dopo il successo come Club Dogo, che sono stati un terremoto per la nostra scena musicale, ha iniziato un cammino da solista che lo ha portato ad evolversi, a cambiare, e ad accrescere la sua fama. Guè ci riesce perché ha talento, e su questo non esistono simpatie o antipatie che possano essere arma di contestazione.

Bravo ragazzo è un album che ha dentro tutto, dal brano “spaccone” e auto celebrativo, al lento introspettivo ricco di immagini e concetti.
Bravo Ragazzo è un album musicalmente ricco. come anticipato, troviamo “bravo ragazzo” (secondo singolo presentato del disco), “Il drink e la Jolla“, “La mia ragazza è gangsta“; cosi come troviamo “Brivido”, “Rose nere”, “Ruggine ed ossa”, che hanno un “tono” molto differente.

Nelle collaborazioni troviamo Jake la Furia, Marracash, Ensi, Fedez, Fabri Fibra, Tormento, Emis killa, Ntò, Caprice, Julia Lenti, Arlissa. Nessuna sorpresa sotto il profilo qualitativo, nessuno sfigura di fianco a Guè, e nessuno di questi artisti delude le aspettative.

Per quanto riguarda Guè, flow costante, vocabolario ed argomentazioni ricche e comprensibili. Posso sottolineare solo che in questo album abbiamo qualche “melodica” curata in modo migliore che in passato: negli altri album era un po’ il tallone d’achille dell’artista, ma sembra abbia appianato questa difficoltà.

Le produzioni, del solito Don Joe, sono qualcosa di eccezionale come sempre. In pochissimi in italia sanno far suonare il tappeto musicale come lui.

In conclusione il giudizio sul disco non può che essere positivo. È impossibile nascondere che in molte tracce il contenuto, come tematiche, è in linea con tutti gli altri suoi lavori, e questa ripetitività di argomenti ed argomentazioni ad una fascia di ascoltatori può risultare noioso, anche se ammetto di essere sempre abbastanza “divertito” dal come l’artista milanese riesca a raccontare qualcosa di concettualmente simile sfruttando cosi tante variazioni.

Guè anche questa volta ha calato un buon poker, e la classifica gli da ragione. Il disco è musicale, e non rispecchia lo standard della produzione underground. È ascoltabile da tutti, cultori e non, ragazzi ed adulti, con buone possibilità di piacere. Sono cosciente del fatto che in molti prenderanno questa recensione come una marchetta, so bene che a causa di questa recensione verremo marchiati per l’ennesima volta come quelli che supportano i Dogo. Nulla di più sbagliato, perché se un qualsiasi altro artista avesse fatto un disco di questo livello spenderemmo queste stesse parole, solo con meno critiche da bar sport come commenti: ad oggi Guè Pequeno ha fatto un album che unisce la tecnica del rap e la musicalità: la ricerca di una forma per rendere il messaggio che si vuole dare digeribile ma potente. E ci riesce: è rimasto coerente con i suoi contenuti ma ha evoluto il modo di fare musica. e questo lo sta premiando.

Vi consiglio molto vivamente l’ascolto delle preview per valutarne l’acquisto. Il disco lo trovate in copia fisica ed in tutti gli store digitali.
Buon ascolto!

Ciroga