Clementino Mea Culpa Recensione
Etichetta: Universal Music
Distribuzione:
Anno: 2013

Clementino, classe 1982, vede i primi onori della cronaca musicale nel 1996, e da li è stata tutta una salita fino ad oggi: parte dalla scena napoletana e si è allargato gradualmente in tutto lo stivale. Clementino è uno di quei personaggi che lavora, produce qualità, ma senza destare eccessivamente scalpore. C’è sempre stato, tra collaborazioni, collettivi (Ultimi dei quali i Videomind e Rapstar): una carriera fatta di costante lavoro e poco “rumore”.

Cosi come la sua carriera, anche questo disco arriva sugli scaffali senza fare troppo rumore, ma si fa sentire forte e chiaro: Mea Culpa è un album fatto bene, qualità, capacità, cultura.

Prodotto da quelli che sono tra i migliori in italia, le produzioni sono tra le più varie ci si possa aspettare: passiamo dai campioni ai suoni prodotti al pc. Dj Shablo, Don Joe, Big Joe, Mace, Fritz da Cat, Dj Nais, e gli altri producer hanno fatto un lavoro davvero eccellente.

Da parte sua Clementino ci mette del suo: tecnica impeccabile, stile e flow di livello, argomenti ed argomentazioni personali e sentite. Passiamo dai brani d’amore allo street rap nell’arco di un cambio traccia, mantenendo però sempre una linea stilistica di qualità. Clementino arriva dalla terra dei cantautori, e si sente.

A dargli man forte troviamo Fabri Fibra (in “questa volta”), Jovanotti (“Fratello), Negrita (buenos Aires/Napoli”), Marracash, Noyz Narcos, ‘Nto e Paura (“dalle palazzine”), Rocco Hunt (“dalla Giungla”) , Meg (che cura il vocale nella title track “Mea Culpa”), Gigi Finzio e ‘Nto (“sei come sei”), TheRivati (“senza pensieri”), Ensi e Kiave (Tekken 3) Il Cile (il Re Lucertola).

Un bell’album, fatto bene, che unisce un buon rap alla musica nel senso più generale, mai pesante o troppo impegnativo, mai noioso. Mi sono trovato ad ascoltarlo più volte senza rendermene conto, senza stancarmi o skippare tracce. Come detto sopra Clementino arriva da Napoli, terra con una lunga e grande tradizione musicale, ma non ci fa pesare questa provenienza: siamo stati abituati a dischi di rapper Napoletani fatti per tre quarti in dialetto (che non è semplice interpretare se non lo si conosce), ma lui canta in Italiano ma non rinuncia a qualche strofa, al suo accento e cadenza: rispetta l’ascoltatore e rispetta le sue origini.

Sui brani mi sento di sottolineare l’approccio molto personale e ragionato dell’artista, che dimostra di saper dare un suo punto di vista, a volta decisamente intimo, esprimendosi in modo semplice quanto ricco. Il lavoro con Tempi Duri (e quindi Universal) si fa sentire, anche dalle collaborazioni con Jovanotti e Negrita, molto ben fatte. Pregevole Tekken 3, una gran bella traccia fatta in collaborazione con i suoi “colleghi” di “Mtv Spit”, cosi come sono molto piacevoli il Re Lucertola, ‘O vient (singolo di presentazione al grande pubblico, in rotazione sulle radio nazionali), Questa Volta, pianoforte a vela. Un disco che, a modesto parere, merita di essere ascoltato ed acquistato. Mi spendo in una piccola punzecchiata a tutti gli opinionisti anti-major che ci stanno leggendo: Clementino è sotto Universal e non credo che questo abbia rovinato la sua musica, o si sia messo a fare le “canzoncine” commerciali, ed è solo l’ennesima prova che tutto l’agitarsi contro a queste istituzioni artistico-commerciali sono solo una piccola allegoria opinionistica: un artista di qualità farà musica di qualità, un artista fa la musica che ha voglia di fare: non sono i marchi a cambiare gli artisti.

Il disco lo trovate su ITunes (con la bonus track Tekken3) o su supporto fisico con invece la bonus track Messaggeri del Vesuvio (feat. Speaker Cenzou, Shaone, Zin, Ekspo, Polo, Svez, Dope One, Kapwan, Op’rot, Rob Shamantide, Rametto & Uomodisu, prod Dj Shablo).
Buon ascolto

Ciroga