Fedez - Sig. Brainwash - L'arte di accontentare (Recensione)
Etichetta: Tanta Roba/Sony Music
Distribuzione: Sony Music
Anno: 2013

Parto dicendovi che Fedez non mi è mai piaciuto tantissimo, l’ho sempre ritenuto nella media, niente di eccezionale. Sono quindi partito molto dubbioso all’ascolto del disco.

Dubbioso un cazzo. L’album è figo, pochi fronzoli, poco da dire, è così.
Quindi, come poche volte mi è capitato ho dovuto cambiare opinione.

Andiamo ad analizzare l’album. 19 tracce. Feat. Elio (di Elio e le Storie Tese se non si fosse capito), Francesca Michielin (Vincitrice di X-Factor 2011/2012), J-Ax, Guè Pequeno, Danti (in 2 tracce), Simon De Jano, Dargen D’amico, Punkreas e Reset.

Sig. Brainwash – L’arte di accontentare, il titolo nasce da un documentario visto da Fedez, nel quale l’artista Thierry Guetta soprannominato proprio Mr. Brainwash, dimostra di saper “accontentare” tutti gli intenditori di arte con la Street Art, l’arte più ricercata al momento, ma copiando un po’ da un artista un po’ da un altro. Con “l’arte di accontentare” Fedez vuole quindi criticare quest’ultimo che secondo lui non può essere definito artista.

Tematiche: Tutto! Amore, Politica, lavoro, Argomenti “sociali”, Storie personali, i problemi dell’esser famoso, Satira. E’ un disco come poche volte capita di ascoltare “completo” sia per argomenti che per musicalità.

Rispetto al passato è un disco decisamente più personale, maturare artisticamente in Not a Crime.

Featuring decisamente ricercati e non banali, Guè Pequeno a parte, doveva esserci per forza essendo il produttore dell’album, e poi insomma Guè chi non lo vorrebbe nel proprio album?

Già conoscevamo le tracce “Faccio brutto”, “Dai cazzo Federico”e “Si scrive schiavitù e si legge libertà” che avevano già raggiunto una certa notorietà.

Il nuovo singolo con la stellina di X-Factor Francesca Michielin “Cigno Nero” è una di quelle tracce perfette che sfonda l’ambiente rap e arriva in tutte le case d’Italia. Non c’è da fare i fondamentalisti dell’hip hop, siamo nel 2013, il rap è il nuovo Pop, non è un insulto e non va nascosto. Basta accendere la Tv per capirlo.

In Sig. Brainwash – L’arte di accontentare troviamo un Fedez che non sbaglia un ritornello, tutti molto musicali, poco banali accompagnati da cambi di beat improvvisi che sottolineano ed evidenziano il testo dello stesso. Tecnicamente parlando non è un mostro nel flow anche se incastra tutto in maniera perfetta, ma c’è molta attenzione alla semplice rima e ai concetti espressi, e probabilmente era esattamente questo il suo intento.

Altre tracce degne di nota: “Polaroid” istantanee di vita impresse come in una foto, “Alfonso Signorini” con Elio traccia meno banale di quanto possa sembrare sulla falsa riga musicale di Gangnam Style di Park Jae-Sang, “Sembra semplice” con J-Ax pensieri  personali messi a nudo verso il concetto di notorietà. Insomma sono parecchie le tracce sopra le righe.

L’aspetto più negativo che posso trovare, come in passato, anche se in maniera minore è l’uso di effetti da studio sulla voce (in particolar modo nei ritornelli) che rendono le canzoni un po’più di “plastica”, sono convinto che anche senza sarebbero venute fuori in maniera ottima.

Insomma, come avrete capito sono partito prevenuto e concludo questa recensione dicendo invece che questo album mi è molto piaciuto. Vi consiglio l’acquisto. Prima ascoltatelo e soltanto dopo esprimete un giudizio.

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