99 Posse – Cattivi Guaglioni  

Etichetta: Novenove
Distribuzione: Artist First
Anno: 2011

Dopo 10 anni dal loro ultimo disco ritornano sulla scena i 99 Posse; mai momento fu più azzeccato se non questo per un cd totalmente sociale come è solito del gruppo targato Napoli, Secondigliano.

Innanzitutto non è solo un cd rap ma troviamo influenze Ska, influenze Neorealiste, Reggae e Punk: un misto generale che fa si che l’ascolto non annoi mai; la varietà di suoni compensa la monotonia, se così la si può chiamare, delle tematiche politiche che sono di stampo 99 Posse da sempre, perciò chi ascolta il disco sicuramente sa quello che cerca.

È un ritorno alle origini dopo la separazione del gruppo nel 2005, anche se ogni membro della formazione ha avuto un proseguo musicale nel periodo solista durato fino al 2009 quando si è festeggiato il 20ennale della formazione napoletana che ha dato il via alla reunion e alla nascita dei lavori per questo disco.

Il quale vanta una grande collaborazione: Caparezza (“ Tarantelle Pe’ Campa’ ”) e da visibilità a Daniele Sepe, Speaker Cenzou, Clementino (con una grandissima collaborazione in “University of Secondigliano”), Claudio Marino e Valerio Jovine, fratello di Massimo membro storico dei 99.

Degne di nota sono appunto le canzoni con Clementino e Caparezza sopracitate, la prima per la bravura dell’Mc napoletano nell’incastrarsi perfettamente con il navigato gruppo e la seconda ovviamente per la bravura di Caparezza che si trova totalmente a suo agio sul beat molto folkloristico che per l’appunto richiama la tarantella.

Parlavo di influenza neorealista: sentite “Italia SPA”, non vi richiama un’esibizione di qualche gruppo itinerante per teatri nelle quali, con accompagnamento musicale c’è un narratore che parla e spiega una determinata situazione? Qua la sensazione è simile, con la differenza che il narratore parla veloce, volgarmente “rappa”, ma in questo caso mi sento di definirlo come un alto momento musicale e artistico con tutti i miei complimenti: merita un ascolto

L’ascolto di questo disco è consigliato ai fan e frase di rito: a chi si vuole avvicinare al gruppo, anche se penso che ci voglia un po’ di più del solito per capirli. Non sono nuovi artisti, non sono emergenti alla ribalta, ma un gruppo navigato, rimasto radicato molto alla loro tradizione musicale, di sicuro non si sono commercializzati anche sei più accaniti fan, sicuramente troveranno qualche nota negativa, qualche crepa ma a questi posso solo dire che sono passati 10 anni ed è difficile mantenere le stesse sonorità.

Gradisco molto sentire vecchi pilastri della musica rientrare nel panorama e spero che vengano apprezzati anche dal grande pubblico, perciò oltre all’ascolto consiglio anche l’acquisto.

Vitto