Vi riportiamo di seguito il messaggio che Ghemon ha lasciato a tutti i suoi fans.

Ciao a tutti,

stamattina c”è un pò di sole, e Milano ci sta graziando ancora una volta, risparmiandoci il suo inverno grigio come la polvere e la sua pioggia incessante. Meno male!

Ho pensato molto a come e a cosa scriverVi, perchè ammetto che è difficile;

sono sicuro che non tutti capiranno o approveranno quello che sto per dire.

Nonostante tutto, questo è quello che ho maturato negli ultimi tre anni di vita e di musica, ed è il momento di prendermi l”ennesima responsabilità con Voi.

A volte mi fermo e penso che chi fa musica (me compreso) è solo una “attention whore”, “una “puttana per l”attenzione”, e che si ha assoluto e incessante bisogno di avere affetto, solidarietà, approvazione. L”ho pensato di me anche prima di scriverVi, ma mi sono convinto che invece voglio solo rendere questo atterraggio più comodo possibile, mettendoVi al corrente di quello che succede a Ghemon. Ghemon non è e non sarà mai Gianluca. Ghemon non è nemmeno Gilmar. Gianluca non sopporta nemmeno i riflettori, le chiacchiere da bar del rap, le invidie, le parrucche e i lustrini, le discoteche. Gianluca è contento a casa sua con un buon film e la sua donna. Gianluca è felice di ascoltare un buon disco e mangiare del buon cibo, o di cucinarlo o di guardare una partita di calcio o di basket (o di pallavolo femminile uhuhuh). Ghemon è un altro discorso, e se chiedete ai miei migliori amici di Avellino, Gianluca non ha mai pensato di essere Ghemon, anche se a volte Ghemon ha divorato la sua vita privata, con le sue necessità, con la sua urgenza di cambiare le cose che sono inarrestabilmente cambiate già. Gianluca è quello che dopo che ha suonato non riesce a parlare con nessuno per la tensione, per la timidezza. E viene scambiato per altro. Gianluca è anche quello che ha goduto dei successi di Ghemon, che ha amato il palco e l”affetto, il rispetto, il sudore e gli applausi e i complimenti. Cose a cui non ci si abitua, ma che ti fanno vivere su una bellissima nuvola.

Leggete amarezza in quello che scrivo? In realtà adesso ce n”è poca.

L”ho sperimentata in vari modi, facendomi prendere allo stomaco e al cuore da un oceano di pochezza che mi circonda e da cui a volte io non sono esente. Perchè tutti siamo un pò pressappochisti, superficiali, stronzi. Come si fa a essere perfetti? Io ci provo tutti i giorni, ma fallisco miseramente ahahah!

Ho amato l”hip hop e lo amo, come la forma di vita non umana più imperfetta che esista. Stamattina ad ascoltarmi il pezzo di Common e dei Cocaine 80”s “6 ft. Over” mi stava venendo una sincope 😀 !

Continuo ad amarlo e ad ascoltare il rap, ma ho imparato a considerare il rap come musica. E” musica, non una gabbia, non una cella, non il mondo in cui vivo. Trovo l”Hip Hop nelle cose, non il rap. E infatti la cultura Hip Hop è una lente che mi fa vedere il mondo diversamente, e sarà per tutta la mia vita così.

Ma, c”è un MA, grosso quanto Atlante, il gigante trasformato in montagna da Perseo che gli mostrò la testa di Medusa.

Questo per me è un mezzo, non un fine.

E” da tempo che per me le cose sono cambiate; gli stimoli sono diversi;

i tempi, i modi, il grado di comprensione della musica possono mutare;

la mia voglia di comunicare è uguale.

Recentemente qualcuno mi ha detto una delle cose più significative della mia carriera: “Grazie per aver rivendicato ancora una volta la possibilità di avere delle debolezze, e averne fatto un manifesto, senza la paura di dirlo o risultare fuori luogo. Anzi, facendone una forza”.

Questo riassume tutto quello che Ghemon per me è stato negli ultimi anni.

Mi guardo attorno e vedo e sento così tanta ostinata ostentata perfezione, che mi pare finzione. Non mi appartiene. non Vi appartiene. Non credete alle bugie. Mi guardo attorno alle serate e mi sento solo, fuori contesto e molte volte annoiato alla morte. In realtà lo ero anche prima, ma credevo che col tempo mi sarei accomodato e fatto accettare. Non è successo. La mia onestà è difficile da reggere. Se mi chiedi come sto, io te lo dico veramente. Se mi chiedi quanti dischi ho venduto, io te lo dico sul serio. Se hai 50mila fan ma hai beat che sembrano la mazurka, io, come direbbe il buon Trix “ti butto giù”.

“Ma questo che ci ha voluto dire? Qual”è il punto?”

Il punto è uno solo, chiaro e pulito: “440/Scritto Nelle Stelle” è l”ultimo disco di Ghemon.

In questo lavoro ha detto e raccontato tutte le cose che voleva dire. Tutte le storie giungono a una fine, e anche questa lo fa, con buona pace di chi mi ha sempre criticato e anche di chi mi ha voluto bene.

Ghemon lascia una montagna di musica, e quella non gliela può togliere nessuno.

Io, come persona e come individuo ho sofferto questa scelta per tre anni, reprimendola, allontanandola, odiandomi a volte. Adesso sono davvero sereno nei confronti di questa decisione.

Grazie a mio papà, ho imparato già da piccolo che un uomo deve sapere quando è il momento di andare avanti e cambiare il proprio destino. Lasciandosi alle spalle fortune e detrattori, amici e amori. Quando mi devo mettere in gioco, non posso restare seduto.

La musica è la mia vita, e lo sarà sempre, non posso smettere di scrivere, non posso smettere di cantare. Pensavo che non avrei mai potuto smettere di fare rap, e forse sarà così, ma dopo questo disco ho bisogno di dedicarmi a quello che mi rispecchia di più e che per me è una sfida. Quello che mi fa venire voglia di migliorarmi all”infinito e che mi fa sentire parte del mondo. Quello che mi fa sentire l”ansia tremenda di non essere preparato, di non essere adeguato, e che mi fa studiare tutti i santi giorni come un adolescente di 16 anni, che mi costringe a puntare alla perfezione per raggiungere almeno un buon livello, per poi scoprire di nuovo, magari, che sono uno che non lascia niente al caso e con questo sopperisce al talento che gli manca (Talento= Marvin Gaye, Stevie Wonder, Michael Jackson, Beyoncè, ecc. ecc.). Qualcuno di Voi ha letto tra le righe e so che ha capito di cosa parlo. Per il resto nel disco nuovo c”è tutto quello che c”era da sapere su di Ghemon, e pure su di Gianluca. #Toomuchinformation

E non fate quelle facce, che molti sapevano già.

 

Veramente Vostro,

G.

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