Entics - Soundboy (Recensione)  

Etichetta: Tempi Duri Records / Sony
Distribuzione: Sony
Anno: 2011

A volte è dura fare il salto di qualità; la linea tra underground e major alla fin fine è sottile. Cosa cambiano? Produzioni, marketing, pubblicità, canali di trasmissione della musica, ma gira e rigira, se hai capacità riesci a lasciare il segno in ogni caso, in ogni ambiente. Ripercorrendo la strada di Entics, troviamo quattro mixtape (cinque, se si conta il Pre-Soundboy) usciti tra il 2006 e l’estate 2011. Ciò che li accomuna è semplicemente l’artista, perché negli anni ha toccato il rap, l’r’n’b, il reggae… più generi, per soddisfare un pubblico che negli anni è diventato sempre più esigente.

Soundboy” è la prova del nove per Mr. Entics; sotto etichetta Tempi Duri Records (di Fabri fibra) e Sony.

L’album era stato ampiamente anticipato dal singolo “Click”, lanciato nel momento giusto, l’estate, accompagnato da un video inerente alla stagione e coinvolgente, commerciale al punto giusto, per una fascia di pubblico che vai dai 13 in su.

Il secondo singolo, “Dicono di Me” a dir la verità mi ha un po’ deluso, anche se è molto orecchiabile; il video non è adeguato agli ultimi standard a cui siamo ormai abituati e pur rimanendo in testa, il testo (scusate il gioco di parole), non convince appieno.

Poi c’è il resto del disco, che svaria dal reggae al pop, candidandosi ad essere un cd per tutti i gusti. Le tematiche sono principalmente le storie d’amore, i rapporti con le ragazze, gli amici, la città.

Una canzone che mi ha colpito particolarmente e che mi ha fatto sorridere, ritornando con la testa indietro di qualche anno è “Pronti a fare Jam”: base funky, musicalità che fa venir voglia di ballare e quel richiamo agli anni ’90 che non fa mai male, per chi c’è cresciuto.

Le collaborazioni sono d’eccellenza, soprattutto quelle con Jake la Furia in “Fai la Chat” e con Marracash in “Voglio fare i $”. Sono i migliori mc in circolazione e pur facendo una sola strofa cadauno nelle canzoni sopracitate lo dimostrano. Ensi non è da meno in “Equilibrio” e Fabri Fibra fa la sua comparsa, come al solito regalando rime divertenti e taglienti allo stesso tempo  in “Il Mio Mixtape” traccia un po’ polemica dopo i recenti dissing tra artisti vari (nel caso Babaman e Mondomarcio, ndr)

Leggermente deludente “In Aria” la traccia che vede la collaborazione con Guè Pequeno: i due hanno lavorato insieme più volte regalando perle musicali per quanto riguarda testi e metrica, in questo caso, a mio avviso, sono molto sotto gli standard.

Non mancano un paio di tracce dedicate alla Marijuana, caratteristiche dell’artista, per chi ha uso seguirlo.

Statistiche alla mano, il disco è apprezzato dai fan, ma come ogni disco major ha dei pro e dei contro.

L’orecchiabilità, la facilità d’ascolto, la leggerezza delle rime, sono tutti elementi che rendono il disco piacevole, di ottima fattura e simpatico, adatto per un grande pubblico. Però il problema, tornando al discorso precedente, è denotare il salto di qualità.

Musicalmente, Entics è cresciuto, non c’è alcun dubbio. Ma anche rispetto ai mixtape, pare ci sia un minimo di confusione rispetto ai generi che va a toccare; e anche in questo caso si possono utilizzare due chiavi di lettura, una benevola ed una che sostiene una corrente di pensiero sfavorevole sull’utilizzare o meno contemporaneamente più generi musicali senza darsi una reale identità.

Pare però, che al grande pubblico questo piaccia e faccia presa, perciò credo che questa sia la dimostrazione che l’obbiettivo sia stato raggiunto.

Nel complesso il disco è un buon lavoro che va ascoltato qualche volta prima di definirlo tale ma che sicuramente ha l’approvazione degli ascoltatori e premia anche il duro lavoro dell’artista che è stato in grado di sfruttare i momenti propizi della propria carriera e dopo esseri prestato per molto tempo all’accompagnamento di grandi artisti del calibro dei Dogo e di Fibra, ora può essere considerato da tutti come loro pari.

Vitto