Principe - Dalla parte sbagliata (Recensione)   Etichetta: Undaoffice
Distribuzione: Audioglobe
Anno: 2011

Per chi non conoscesse Principe, cerchi nelle pagine della storie dell’Hip Hop Italiano fin dagli anni ’90, con le collaborazioni con ATPC, Funk Famiglia, Tsu, Dj Fede: da questa breve premessa forse potete già intendere il tipo di lavoro davanti al quale vi trovate: esperienza, cultura musicale, ricerca, coerenza.

Possiamo racchiudere in questi aggettivi il lavoro fatto dal rapper torinese, Dalla parte sbagliata, che ci aveva lasciato nel 2008 con Re-Sistenza per collaborare con vari artisti come partecipante;
le produzioni, curate da Rayden e lo stesso Principe fanno da sottofondo: da sottolineare le sonorità molto anni 90 di alcune tracce, e l’ottima fattura di tutti i beats. Può sembrare un’ovvietà dirlo, ma è sempre un piacere sottolineare la qualità di un prodotto, soprattutto al giorno d’oggi, dove soffriamo di un’eccessiva omologazione degli stili.

Principe, è Principe: uno dei più stimati rapper della scena italiana (per capacità e Background) non delude. Poco da dire: preciso e tecnicamente elevato. Le tematiche restano le sue preferite: il tema sociale, la musica e la cultura che lo ha visto nascere più di dieci anni fa.

Le collaborazioni sono molte e stilisticamente coerenti: E-green e Dj Sen, Easy One, Purple Finest, Rayden, Dj Kamo, Dj Sen, Dj Double S, Boggio e PoorManStyle. In seconda battuta, ma per la diversità di “stile” e ruolo menzioniamo anche Sabrina Pallini, che ci delizia con i suoi cantati. Grande qualità, grande linearità e coerenza con i temi.

Conclusioni: un album poco commerciale, e credo che l’esserlo è uno degli ultimi pensieri dell’Artista. Tuttavia si lascia ascoltare molto bene: i meno vicini al rap classico potrebbero fare fatica ai primi ascolti, ma credo che pochi non apprezzeranno il livello dell’opera. I temi sono quelli caratteristici del rapper torinese, cosi come sono molto “tradizionali”, molto vicini a quelli classici del rap di qualche anno fa; E’ un bene ed un male. Mi spiego meglio: pregevole la coerenza e la fedeltà alle proprie idee, ma per qualche osservatore abbastanza critico potrebbe essere causa di un “annoiamento” rapido. A parere personale: bell’album , davvero di qualità. Principe non è mai stato nella mia personale “top-five”, ma anche questa volta merita un inchino per il lavoro fatto. Il disco temo che possa avvicinare i cultori, ma che possa stancare o annoiare le nuove leve. Voto personale all’album, dal 7 all’8. Il consiglio assoluto è di dargli qualche ascolto per intero, perché lo merita, e solo dopo farsi un’idea definitiva. Sicuramente un po’ di sano Rap, più tradizionalista, personale, vero, e meno modaiolo e omologo non farà male a nessuno…anzi….Big up Principe!

Ciroga