Piratiello – Realtà Parallele (Recensione)   Etichetta: Masar
Distribuzione:
Anno: 2011

Gli artisti del Sud si distinguono spesso per la loro musica, che se notate, tocca in maniera elaborata e particolare tutti i generi: per il rap più crudo, violento, troviamo i Co’Sang. I Sud Sound System e i Kalafro per sonorità più reggae.
Molti altri artisti che seguono queste orme personalizzando i vari stili, dalla cantata in dialetto locale alla melodia.

Piratiello è uno di questi artisti; particolare, difficile da collocare in una categoria.
Il suo background elenca nomi famosi della cantata napoletana, la sua attualità parla invece di rap che si trasforma in soul.

Trasmette sicuramente emozioni, collabora con Amir per una canzone (Rinascerò Re) ed il remix della stessa e poi per il resto sono tutti artisti che con l’hip hop c’entrano ben poco. Le melodie sono diverse dal solito e per l’appunto in questi casi si nota l’influenza soul della scena con la partecipazione del grande Al Castellana; la collaborazione con Pietra Montecorvino (cantautrice napoletana, che è stata voce di Peppino Di Capri, collaboratrice di Branduardi e ha partecipato ad alcune uscite con il Quartetto Cetra) in “Vorrei Scappare Via”  dà invece quel tocco di tipica canzone napoletana, con la voce femminile che compone più uno strazio, un lamento che un ritornello.

La tematica prevalente è quella dell’amore, seguita poi un po’ dalla nostalgia e dallo story telling tipico del Sud.
Un cd che lungo le sue 18 tracce, si configura come tranquillo, piacevole, adatto sicuramente ad un pubblico maturo, difficilmente piacerà ai giovani se non appassionati ad un genere fusion tra il soul e un rap atipico pieno di melodia e poca cattiveria.

Non ci sono canzoni totalmente in dialetto a parte l’ultima, “La Notte”, la quale però è molto orecchiabile, anche se non si è esperti della parlata del posto, dialetto di Caserta, terra natale dell’artista. Troviamo una piccola influenza linguistica, però non da parte di Piratiello, bensì di Dj Fresella e Terronrissa che partecipano alla canzone “Un Mondo che non va”.

Come giudizio finale, il lavoro è decisamente ottimo, musicalmente ed artisticamente parlando. Anche la scelta della copertina,  una campagna verde che si estende sotto il cielo azzurro, è diversa dai tipici toni cupi e pesanti del mondo del rap di oggi. Ma proprio per questo temo che a non tutti possa piacere come lavoro nonostante sia apprezzabilissimo dal punto di vista sonoro. Il mio consiglio è assolutamente di dargli una chance e di ascoltarlo, potrebbe riservare sorprese, ma, quelli che dovrebbero sicuramente acquistarlo sono quei soggetti al quale piace il soul e che hanno una maturità tale da capire un certo tipo di musica configurata diversa dal rap violento o da quello che propone le tematiche d’amore in maniera talvolta cruda.

Quindi se apprezzate la musica, se a voi interessano più le melodie unite alle parole, il soul, il blues piuttosto che il rap tipico del momento allora procuratevi una copia del cd e non ne rimarrete delusi.

Vitto