Diluvio – O tutto o niente (Recensione)   Etichetta: Hara Recording
Distribuzione: iTunes
Anno: 2011

Bella presenza, classe 1988, romano: questo è  l’identikit di Diluvio. Abbiamo avuto verifica negli ultimi mesi dell’imposizione della scena rap della Capitale rispetto al resto d’Italia, con Jesto, Canesecco, Gemitaiz, Gose, 3d, il duo Rancore+Dj Myke…e con le porte aperte e il vento favorevole il ragazzo entra anch’egli nel mondo della grande distribuzione, con un album decisamente votato allo story-telling e all’autocelebrazione, tipico anche dei suoi lavori precedenti alla firma con l’Hara.

In passato ha studiato canto (e talvolta si sente) ed è sempre stato vicino al mondo dell’hip-hop e dell’R’n’B, abbastanza conosciuto a Roma, capace anche di farsi conoscere nel resto d’Italia: il passo poi per “l’esplosione” è stato breve.

Il disco ha numerosi pregi: è molto ascoltabile, soprattutto la traccia del primo singolo “Pronto a Sparare” in collaborazione con Tormento, dettosi entusiasta di partecipare al progetto; inoltre è in grado di abbracciare una grande branca di pubblico perché si potrebbe definire commerciale ma non troppo e le tematiche affrontate, soprattutto a livello personale potrebbero essere tranquillamente specchio di tanti altri giovani che ascoltano l’artista. Fa ciò che gli compete, nel senso che, per fortuna, cosa che molti cantanti ci mettono spesso troppo tempo ad intuire, non va fuori dal seminato, non canta in maniera troppo diversa da come ha sempre cantato, non esce dal suo “spazio tematico” che lo caratterizza, in maniera tale di evitare una spersonalizzazione dei testi.

C’è però da dire una cosa: il fatto che canti come al solito, a parte la più tipica delle maturazioni vocali che avvengono per motivi naturali, può non essere sempre un pregio; mi spiego: l’album nella sua complessità è stato apprezzato, ma alla lunga, tecnicamente, potrebbe risultare noioso; poche volte cambia la metrica, che rimane piatta in quasi tutte le sue canzoni. A questo punto viene da chiedermi se quest’album, questa prova, non dovesse essere usata in primis come cartina tornasole, magari proponendo un ottimissimo free-download per poi concentrarsi su un lavoro da distribuire a pagamento, come ha fatto in questo caso.

Non mi sento di muovere critiche troppo particolari: Diluvio è bravo e si sente, avrebbe, al contrario, trovato numerose difficoltà nell’emergere, soprattutto in una scena che come ho già detto, a Roma, è ricca di concorrenza non proprio facile, e il lavoro prodotto non è per nulla male. Rimane però da chiarire quest’incertezza sulla sua vocalità troppo “monotona” che comunque, va tendenzialmente a gusti personali.
Con questo penso che il disco avrà un discreto successo perché Marco (questo il suo vero nome) ha le armi giuste per sfondare e conta già un discreto numero di fans portatisi appresso già dalla sua “carriera” underground precedente; e credo che se non dev’essere questo, il prossimo cd sarà sicuramente la sua svolta nel definitivo mondo dei “grandi” per lasciarsi alle spalle la nomia di matricola, a volte scomoda.
Consigliato.

Vitto