Primo e Squarta - Qui è selvaggio (Recensione)   Etichetta:
Distribuzione: iTunes
Anno: 2011

Il duo romano torna a spingere la propria musica: stessa energia di sempre, sempre alto il livello del prodotto. Primo e Squarta saltano da pezzi decisamente ritmati a ritmi più riflessivi e lenti. Gran prodotto.

Squarta dà del filo da torcere ai migliori producer italiani: se ci fosse da assegnare un podio, sicuramente avrebbe una posizione su uno dei tre gradini. Si riconosce ormai il “tocco” nelle produzioni, un ottimo mix di campioni e di suoni sintetizzati fanno da tappeto rosso a Primo. Nessun beat da sottolineare, sono tutti di ottima fattura.

Primo è semplicemente quello di tutti gli altri album: senza mezzi termini, senza troppe finezze ma pulito tecnicamente: nulla da contestargli.

Primo si distingue per l’efficacia nei concetti, nell’uso dell’italiano “sporco” del romano, usa senza problema un linguaggio che non va troppo per il sottile: non si preoccupa di come si esprime, ciò che conta è che il messaggio arrivi forte e chiaro. Parlando di Primo nel totale della scena, possiamo dire senza remore che trova pochi mc a tenergli testa.

Come contenuti il disco ha un impronta molta personale: Primo porta con se pensieri ed esperienze, racconta di se e di come vive il quotidiano, la scena musicale e politica italiana, parla dei suoi pensieri.

I featuring non sono numerosissimi, ma si fanno bastare: il “solito” Grandi Numeri, Tormento, Masito, Ghemon, Canesecco, Ill Grosso, dj Myke. Tutti impeccabili.

Concludendo sono 5 euro (qualche centesimo meno, su Itunes) spesi davvero molto bene: potevano chiedere il doppio, e ne sarebbe valsa la pena ugualmente. Il disco tiene la linea di tutte le produzioni che vengono firmate dalla formazione “Corveleno”: alto livello su tutta la linea; tutto questo ha dei pro e dei contro, in quanto temo che l’album, per quanto “grande” non diventi un classico assoluto. Detto questo: album assolutamente da acquistare, ascoltare e mettere in playlist tra i preferiti.

Ciroga