Fedez - Penisola che non c''è (Recensione)   Etichetta:
Distribuzione: Free Download
Anno: 2011

In questo periodo pregno di nuovi artisti, entra sfruttando la positiva scia del momento, anche Fedez.
All’inizio vedendo il suo primo video, conseguente al singolo “Tutto il contrario” non m’era dispiaciuto: la canzone gioca tanto sull’equivoco e soprattutto trasmette messaggi attraverso il significato opposto delle rime cantate dal giovane rapper. Poi però è uscito il disco intero, 13 tracce, in free download, e dopo averle ascoltate, mi rendo conto che anche Fedez, come molti altri in questo periodo non felice per la nazione cade nel “suono della protesta” per ben…13 volte!

Già, perché il lavoro davanti al quale mi sono trovato di fronte sembra un lungo audiolibro con alcune, ma poche varianti, che perpetrano lungo tutto il disco. Dalla prima traccia “Penisola che non c”è” secondo singolo/secondo video (molto meno bello del primo) all’ultima, si ripete sempre la stessa “sinfonia”: l’Italia fa schifo, ci si deve svegliare, ci sono dei problemi, Berlusconi è un mafioso che ruba. Insomma potrei autocitare una mia precedente recensione, quella su Caparezza: anche in quel disco il problema era proprio la ripetitività del tema opprimente dei problemi in Italia, ma con una sostanziale differenza: Caparezza ha la capacità intellettuale e metrica di fare un disco come “Il Sogno Eretico”; con Fedez ci troviamo di fronte a un misto tra Entics e Rayden come stile del cantato, dei quali però è riuscito ad assimilare tutto il peggio e diffonderlo a livello musicale. È scontato, metriche non complesse e tecnica ancora in alcuni casi lacunosa.

Ottimi invece i beat, prodotti per la maggior parte da JT.

Probabilmente il ragazzo di per sé potrà ancora crescere e avere successo, se il trend del rap in Italia continuerà su quest’onda, ma attualmente non è, a mio avviso, considerabile tra le migliori promesse, sicuramente potrà fare di meglio.

Vitto