Lord Madness – Suicidio (Recensione)   Etichetta: Trumen Records
Distribuzione: Self
Anno: 2010

Cd di debutto nel mondo dei “grandi” per Lord Madness, dopo qualche produzione free.

Il titolo del disco non è di sicuro un inno all’allegria ma l’artista cerca attraverso dei beat “vecchia scuola” di spiegarne il motivo; l’album non è di per se allegro e Madness racconta abbastanza bene se stesso in alcune tracce autobiografiche (18.05.99 ad esempio). Il suo tentato suicidio l’ha segnato e si sente; con molto coraggio ha messo su carta e dopo riprodotto cantando parte delle sue turbe.

È molto maturo, con una tecnica sopraffina, perforante ma fa paura quanto la fa apparire semplice senza sound troppo elettronici, senza effetti. Grezzo e diretto.
Un flow veloce ma comprensibile, rende piacevole l’ascolto di tracce (17 in totale) che superano spesso i 3 minuti e mezzo: non sono pesanti, al contrario, ricche di contenuti e non stancano se riascoltate.

Molto bella “La Costola Di D’Annunzio” con le partecipazioni di Jesto e Pregio. Racconta in maniera abbastanza cruda il rapporto tra uomo e donna ma è molta simpatica.
Carine anche “L’ostia in Bocca a Satana” e “La mia Cultura Piange”, consigliate.
“La Seduta” poi è una traccia proprio bella, il discorso tra Maddy e la sua analista, nel frattempo un paio di frecciate alla società.
Nel complesso non è male come lavoro, probabilmente il prossimo cd sarà quello della consacrazione ma questo è sicuramente un’ottima passerella per mettersi in mostra.

Vitto