Un cd prodotto dalla mafia? Non è uno scherzo, ma la curiosa vicenda del nuovo album Resistenza Sonora della formazione reggina Kalafro

Kalafro - Resistenza sonora

Il cd, infatti, è stato realizzato con il supporto del Museo della ndrangheta di Reggio Calabria, istituzione culturale di contrasto alle mentalità mafiose, che opera proprio grazie ai beni confiscati ai clan e alle associazioni criminali. Il cd, esce oggi 13 gennaio per Relief Records Eu/Audioglobe, non è altro che la trasformazione in musica di ville, terreni e beni un tempo appartenuti a boss e malavitosi.

Non è un caso poi, che sia stato proprio il cd Kalafro ad essere il primo in assoluto ad essere finanziato, seppur indirettamente, dalla criminalità organizzata.

La formazione, da anni in prima linea a combattere la ndrangheta a colpi di musica e cultura, è stata individuata come un ideale veicolo di comunicazione culturale e musicale contro il radicamento delle mafie tra i giovani. I Kalafro poi non sono nuovi a manifestazioni e blitz anti ndrangheta.

Nel mese di novembre hanno proiettato messaggi antimafia sul Castello Aragonese di Reggio Calabria, a dicembre hanno presentato il loro cd in uno dei pochi ristoranti “pizzo-free”, ovvero uno dei pochi esercizi commerciali che si è rifiutato di pagare il pizzo. Nei loro testi riferimenti alla cronaca come la “rivolta di Rosarno” o alla bomba alla Procura di Reggio Calabria, ma anche un concept che va alla ricerca di una nuova coscienza collettiva per abbracciare un solo grande Sud.

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