Venerdi 19 Novembre il nuovo disco dei MicMeskin, Commando e’ disponibile in tutti i negozi di dischi con distribuzione VibraRecords

Mik Meskin - Commando

Bologna, insieme a Milano, Torino e Roma ha sempre rappresentato uno dei punti cardinali dell’HipHop italiano.
Per anni e’ stata la terra di Inoki, del Livello 57, di Kaos e di Trix e di un sacco di ragazzini che provavano ad emergere con le rime ed il Rap.

Oggi come allora, in mezzo ai palazzi delle case popolari di Bologna ci sono i MicMeskin, un duo italo-marocchino formato da Nunzio e Lama Islam.

Uniti dalla passione per la musica, dalla voglia di far sentire la loro voce, hanno preso il microfono in mano e grazie all’aiuto di pilastri della scena hiphop come Inoki, hanno dato alla luce il loro primo disco “Commando“.

Nei loro testi e nelle loro rime si sente la strada, si sente Bologna. Parlano di razzismo, parlano della vita nelle periferie, parlano delle gang, ma sopratutto parlano di loro e delle loro esperienze di vita.

nei testi parliamo della realta’, storie di vita di tutti i giorni visti con gli occhi di ragazzi cresciuti nelle periferie, giovani che hanno smesso di illudersi che qualcosa cambi ma che tuttavia non hanno smesso di sperare che questo accada. Ognuno di noi ha le sue esperienze provenendo da posti molto lontani e contesti apparentemente molto diversi ma poi frequentandoci ci siamo resi conto che non sono poi cosi’ diversi…io credo che in fondo le periferie di tutto il mondo siano accomunate da stili di vita e mentalita’. Il collante di tutto questo è bologna,il posto dove tutti noi del “commando” viviamo, è la citta’ che ci ha adottati ed è diventata poi la nostra casa. Ognuno ha le sue storie e il suo background ma è attraverso bologna che le cose si fondono. Cerchiamo di dare voce a tutta quella gente che nn ha voce, che sputa merda in fabrica o che è in strada a tentare di svoltare la giornata, a tutta la gente che viene discriminata, sentiamo molto il tema del razzismo perchè la nostra balotta è multietnica e siamo abituati a convivere fianco a fianco pure avendo culture religioni e colori di pelle diversi, ma sempre nel rispetto reciproco, perchè se solo invece di guardare le nostre differenze guardassimo i nostri punti in comune ci renderemmo conto che siamo tutti nella stessa merda; se invece di combattere una guerra tra poveri fossimo uniti in un unico “esercito” sarebbe molto piu’ difficile perdere

MicMeskin