Amir - Pronto al peggio (Recensione)   Etichetta: Vibrarecords
Distribuzione: Self
Anno:2010

Amir ci presenta il suo nuovo disco “Pronto al peggio“. Il titolo già ci può far presumere in che direzione potrebbe andare questo lavoro, e infatti, a livello di contenuti e le tematiche il disco gira proprio attorno a questo, allo spirito combattivo, alle delusioni e alla voglia di continuare sulla propria strada, nonostante un futuro difficile e alle avversità nella vita quotidiana.

La prima traccia “Game Over“, su un beat di Cesar con un campione pitchato e degli archi che si scambiano con un organo, è uno sfogo di Amir e un presa di posizione verso tutti. Nel “Le mie illusioni” Amir rivede la sua vita e crescita, dai sogni spezzati alla dura realtà che incombe ogni giorno crescendo. Un beat pitchato stile Dipset di qualche anno fa, che però in tutto trasmette le emozioni che Amir prova. Amir ci parla della vita e della determinazione a proseguire sulla propria strada su “Vada come vada” con la collaborazione di Daniele Vit, scivola bene su un beat con un synth fresco e un ritornello interessante. Su “Dimmi che succedde” con il featuring di Killa Cali, su un beat imperiale con piano insisitente, Amir e il suo ospite si rappresentano come rivoluzionari ed entrambi ci presentano strofe interessanti e un ritornello coinvolgente. “Togli quel riflettore” con i Two fingers si distingue per il beat moderno e l’approccio diretto, il ritornello con l’autosynth entra un pò nello scontato. Le strofe ben eseguite sono riflessive e rivedono le proprie carriere, con ironia e amarezza allo stesso tempo.

Uno dei brani che non spicca sicuramente è “Multilingue” sul quale Amir ospita due MC’s europei, Mega e Haze che si scambiano strofe su un beat imperiale, però tutto gia troppo sentito per rendere l’ascolto interessante. “Cerchiamo ancora” con la collaborazione di Frank Siciliano su una base con campione melanconico, ha un’atmosfera interessante, e pure il ritornello di Frank Siciliano ha un tocco originale, e si sovrapone bene alle strofe. “Stessa madre” con Saga, è un riassunto di problemi di vita e di come sono cresciuti i due rapper, su una base con synth e pianoforte. Il brano più orecchiabile e commerciale è sicuramente “Puoi farmi quello che vuoi” con Pstarr sul ritornello in autotune, con una produzione arabeggiante. Amir parla di approci con il gentilsesso e Pstarr lo accompagna. “Sempre più grande” con il beat di Don Joe, con synth originali e un campione cantato nel background, Amir sfoggia stile con sogni e ambizioni in modo dinamico ma il ritornello non è particolarmente coinvolgente. Su “Non attendo” spicca sopratutto il ritornello di Entics fresco e coinvolgente anche se il bridge non è brillante. Una delle tracce migliori del disco è sicuramente “Strigno i denti” con il featuring di Jack the Smoker su un beat Hiphop con campione tagliato, ci riporta indietro di qualche anno come atmosfera con delle strofe e ritorello che girano molto bene. “Vendetta” con la collabo di Rapcore è un pezzo Street, con un beat semplice e i tre rapper che si scambiano rime, non troppo originale e rime già sentite. Killa Cali canta il ritornello su “Vera resistenza” e Baby K è presente con una strofa interessante. Il beat ha dei synth originali, e su di esso Amir e Baby K parlano della loro situzione in Italia, dei problemi di lavoro e la voglia di ribellarsi. “Questo è Amir” su beat di Cesar con dei synth anni 80 freschi, Amir ribadisce il suo stile e la sua vita e il suo nome.
Il disco chiude con il rmx di “Multilingue“ di Don Joe, con synth che ricreano sonorità di musica classica. Ottimo, però la parte del ritornello è un pò stonata.

Il disco in tutto è prodotto bene e curato sia come rime che come produzione musicale. Amir ci conferma le sue capacità come MC, ma non ci mostra nulla di nuovo. Infatti il disco non spicca per originalità sia come testi, che spesso girano attorno agli stessi argomenti come la voglia di continuare e non mollare, e le difficoltà della vita quotidiana, e sia come basi che in certe parti si assomigliano troppo apparte qualche eccezione.

Santo