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Etichetta: Produzioni Oblio
Distribuzione: Universal
Anno: 2008

Nel 2008 la celeberrima crew milanese Dogo Gang pubblica “Benvenuti nella giungla”, prendendo in prestito il “Welcome to the Jungle” ai mitici Guns n’Roses, ma di cui purtroppo non riesce ad avere la medesima potenza espressiva; non riesce ad avere nemmeno la stessa potenza del precedente album della crew, il tanto osannato “Roccia Music” di cui si pone, in linea teorica, come ideale continuatore.
Uscito con Produzioni Oblio ma distribuito da Universal (la stessa formula usata da Vincenzo per il suo “L’ora d’aria”) il disco vede al microfono l’intera Gang in maniera piuttosto disomogenea (Marracash appare decisamente col contagocce, ma probabilmente ciò è dovuto all’imminente uscita del suo disco da solista) affiancata da ospiti illustri come Ensi, ‘Nto, Duke Montana e Karkadan; alle macchine troviamo i “soliti” Don Joe e Deleterio supportati dal produttore americano Dj Drama nella prima traccia: le produzioni, caratterizzate da un massiccio (forze troppo) uso di synth, si attestano su un discreto livello senza mai toccare picchi veramente degni di nota.
Un’altra critica che si può muovere subito al disco è l’eccessiva brevità dello stesso: 13 tracce, di cui 3 remix e una già in circolazione da mesi (Libro senza cuore) vendute a prezzo pieno.
Passando all’ascolto si viene subito colpiti dalla prima traccia, potentissima, che vede tutti i membri affiancarsi uno dopo l’altro al microfono senza interruzioni in un vortice di autocelebrazione; dopo questo promettente assaggio si sbatte contro il muro dei pezzi seguenti, come la title track o “Dogo Gang controlla” decisamente più anonimi e privi di incisività (man mano che si scorrono le tracce ci si rende conto che gli argomenti e le tematiche affrontate sono sempre le stesse o quasi). Dogologia è un buon pezzo di cui è possibile ascoltare una versione con una produzione decisamente migliore nella compilation “Ministero dell’inferno”. Ted Bundy propone un pezzo sul mondo del calcio, ma l’uso di concetti riciclati all’inverosimile fa sfumare la buona idea. La buona performance di Jake e Emi lo Zio prepara al punto più basso dell’album, l’imbarazzante “Ragazza Chic”; da segnalare anche “Hai comprato la…” , che sfrutta un campione piuttosto famoso per introdurre una determinata tematica: vorrebbe essere “Le voglio piene”, ma non ci riesce. “Libro senza cuore” riappare in una versione potenziata da Ensi e si pone subito dietro all’intro come pezzo migliore dell’album.
“Benvenuti nella giungla” non è un prodotto da buttare, ma forte è l’impressione che si tratti di un lavoro uscito controvoglia, senza particolare ispirazione; l’uso e l’abuso di una ristretta cerchia di determinati argomenti non giova a rendere l’album più fresco e godibile. Il rap è come sempre di buona qualità, ma si faticano a trovare momenti veramente memorabili.

Daniele C.