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Etichetta: Auto prodotto
Distribuzione: Auto distribuito
Anno: 2008

Dopo diverse collaborazioni e tracce singole Montenero, giovane Mc milanese, pubblica il suo primo lavoro, lo street-album Milano Spara che esce come autoproduzione. Montenero fa parte della Dogo Gang, l’acclamata e produttiva crew di cui incarna perfettamente l’attitudine più street e “gangsta” permettendo l’uso di una definizione tipicamente d’oltreoceano ma che ben calza al mood e alle tematiche affrontate nei 19 pezzi che compongono l’LP.
Le produzioni sono per lo più curate da Don Joe, accompagnato da Deleterio, Sano, Rako Alma e un Jake la Furia insolitamente alle macchine e non al microfono; si tratta di tappeti sonori molto sintetici e moderni, tutti di ottima fattura e dotati di grande incisività: in particolare mi permetto di segnalare la base di “Nomi e Cognomi”, sicuramente una delle migliori sentite di recente.
Passando al rap non si può fare a meno di notare una certa uniformità generale di tematiche affrontate, che variano dalla vita vissuta in strada alle attività illecite, tutte filtrate da una visione cupa e ruvida della società; questa uniformità diventa veramente pesante scorrendo traccia dopo traccia, fino a rendere decisamente troppo omogeneo e improntato il lavoro se considerato nella sua interezza; inoltre il messaggio trasmesso diventa quasi un’apologia di un certo stile di vita che potrebbe atterire l’ascoltatore meno avvezzo.
Parlando da un punto di vista squisitamente tecnico non si riscontrano mai virtuosismi lirici e rime particolarmente elaborate, ma piuttosto un flow abbastanza monocorde e alla lunga stancante.
Nelle collaborazioni ritroviamo, come facilmente immaginabile, altri membri della crew, nello specifico Vincenzo, Don Joe, il duo Jake e Guè, Marra, Del e FatFat: tutti i featuring sono decisamente di alto livello e si inseriscono senza strappi nel tessuto ricamato dal Nostro finendo per impreziosire il lavoro complessivo.
Se la prima parte del disco è quella più street, nella seconda metà trovano spazio anche pezzi più riflessivi e sofferti, come l’ottima “Storie” , uno dei pezzi più riusciti del disco e di cui è stato anche girato un video, “Lacrime” e “Cuore di pietra”, tutte tracce in cui si abbandona lo sprezzante superomismo in favore di un’immagine del se più credibile e per questo assimilabile.
L’ascolto completo dell’album è purtroppo difficile, penalizzato dalla somiglianza che si riscontra tra alcuni pezzi ,somiglianza che probabilmente si sarebbe potuta evitare effettuando un lavoro di “scrematura”, scegliendo di pubblicare un lavoro più breve ma magari più curato.
In conclusione il debutto di Montenero si rivela essere un buon lavoro, ma ci auguriamo un miglioramento nella stesura dei testi in favore di una maggiore ricercatezza stilistica e umanità tematica.

Daniele C.