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Etichetta: Cor Veleno Records
Distribuzione: Self
Anno: 2008

Due dei tre componenti dei Cor Veleno, Primo e Squarta, ritornano in sordina con la giusta, se la si può definire tale, continuazione del precedente “Bomboclat”. Anche stavolta l’mc e il produttore si alternano fra grandi rime e beat martellanti che simboleggiano la necessità di un disco del genere, di sfogarsi “artisticamente” e di mettere in chiaro alcuni punti e situazioni, il tutto fatto in modo naturale e spontaneo, in modo genuino senza tanti mezzi termini. La grafica è curata da Ibbanez , nome non nuovo se si pensa ai Cor Veleno, sin dal 97 a seguire le produzioni del gruppo e in questo disco anch’egli a dire la sua in un pezzo molto divertente di cui parleremo dopo. L’album è stato registrato e prodotto al “Mo Better” studio da Squarta e Primo, da segnalare la simpatica iniziativa del duo che ha rilasciato 20 secondi di anteprima di ogni traccia in piccoli clip direttamente dallo studio, altro modo per invogliare all’acquisto. Appena cominciamo l’ascolto del disco veniamo già a conoscenza del tipo di sonorità alle quali andremo incontro, produzioni minimali com’è appunto l’intro, ad accompagnare la melodia vi è una semplice chitarra che Primo sfrutta per presentare e presentarsi in questa nuova avventura, parte e non lo si ferma più, pezzo autocelebrativo, a tratti il pezzo può stancare e non si vede l’ora che vengano aggiunti nuovi strumenti, mentre invece Primo sembra non volersi fermare mai. Le produzioni minimalistiche sottolineano perfettamente la capacità comunicativa di Primo, rime d’impatto in “Sotto Shock” per arrivare alla bellissima “Rock N Roll Gangsta”, nessuno si aspetterà una base del genere, alle volte le apparenze ingannano, Squarta riesce a creare un’atmosfera davvero d’altri tempi, non anticipo altro. C’è spazio anche per Grandi Numeri, terzo elemento dei Cor Veleno che in “Alti e Bassi”, “Chi Rompe” e “Lallaby” accompagna il duo nel racconto della loro leggenda. Da segnalare due grandi pezzi quali “Cicaboom”, qui bisogna solo alzare il volume e rendersi conto che quando si ascolta Primo si è sempre sorpresi di quanta potenza può esprimere su beat del genere nati e concepiti “esclusivamente” per lui e poi “Easy”, atmosfera più soft, anche nei testi, dove Primo riporta la sua visione delle cose, della realtà, accordi meravigliosi di Squarta, sembra quasi un film in rima, da mandare in repeat. Come anticipato prima, Ibbanez si alterna in “Detto Fatto”, evidente l’intento di divertirsi su questa canzone, testo free quasi fosse una sfida di freestyle fra Primo e Ibbanez, bella. C’è di nuovo tempo per far riposare le orecchie con un altro meravigliosa produzione di Squarta, chiudere gli occhi, mettere “Qua Dentro” per immedesimarsi nelle parole di Primo, quando si ha a che fare con certi pezzi è difficile anche solo cercare degli aggettivi per descriverli, ascoltare per credere, Primo non è nuovo a questi pezzi introspettivi dove mette a nudo, grazie alla musica, i suoi pensieri più intimi. Il disco vede anche la partecipazione di Wisk che produce l’ultima traccia del disco, stile leggermente diverso ma adattato alla grande alle esigenze di Primo, eccellente pezzo di chiusura, sound cupo e Primo ci viaggia, ma siamo sicuri che il disco sia finito? Questo ennesimo lavoro del duo romano contiene “roba molesta” come il nostro Primo sottolinea più volte, ritornelli grezzi che ti martellano la testa, beat mai scontati, pochi suoni e tanti messaggi sputati con violenza, “Leggenda” è l’ennesima conferma di un gruppo che ha oramai piantato le proprie basi da tempo. Squarta, fra i primi della penisola e produttore mai banale e Primo, capace di passare da vun tono soft, dolce e melodico a canzoni più dure, di maggiore impatto, artista completo, come questo disco.

Nicola S.