Image  

Etichetta: H2O/Sony/Bmg
Distribuzione: Sony
Anno: 2008

Dalla smisurata famiglia del Truceklan ecco emergere Gel1, all’anagrafe Corrado Ferrarese, il primo di loro ad approdare in una major. Difatti questo suo “Il Ritorno” esce sotto etichetta H2O/SONY-BMG. Da prima fondatore del collettivo Truceboys oltre ad un Ep, seguito dall’album d’esordio “Sangue”  e numerosi featuring, Gel ha all’attivo l’album Just Married con Legayon e “I più corrotti” assieme a Metal Carter. Questo suo ritorno è un ritorno a tutti gli effetti, per chi ha conosciuto le vicissitudini di questo writer, prima che rapper capitolino. E con questo album ci racconta la sua nuova vita, e lo fa con la traccia che da il titolo all’intero lavoro, preceduta dall’intro che ha per titolo la fatidica data. Parliamo ora del lato esclusivamente musicale, ed analizziamo questo progetto, composto da 15 tracce, compreso un Intro ed uno Skit. Anticipato dai singoli “Il Ritorno”, “Lei” e “Tu ti fai”, l’album è uscito in contemporanea con la messa online del chiacchieratissimo video “Pane e merda”, video che è una sorta di cortometraggio, ai quali la famigerata “crew del male” ci ha spesso abituato, diretto da Cosimo Alemà  che per l’occasione riunisce tutti e 4 i Truceboys, Gel, Noyz, Cole e Metal Carter. Quest’ultimo raddoppia con la sua presenza anche in “Trash senza cash”. Altre collaborazioni nel disco sono quelle di Duke Montana in due brani, “Abbronzarsi è un dovere” e “it’s not a happy home”, e ancora troviamo  Masoko in “Tu ti fai”, invettiva contro il mondo del finto scoop giornalistico e Legayon nello skit dei CD, un doppio senso che capirete sicuramente appena sentirete la telefonata tra i due all’interno dello skit. Le produzioni di questo lavoro sono affidate tutte all’ ottimo producer Meme, eccetto “Lei” e “Spray” prodotte da Fuji. Nel brano “il ritorno” il suo racconto è a dir poco agghiacciante, con naturalezza trasmette una visione macabra della sua a dir poco disavventura “mi trovi appeso a testa in giù in cantina/col rimorso d’aver fatto una carneficina” o ancora “la vita è un infanzia tutta da rifare/verso l’abisso io scendo le scale” sono attimi di flashback inquietanti ma assolutamente reali. Gel ha sempre dimostrato di essere un rapper aperto ad ogni tipo di sonorità, e questo album per certi versi è molto Pop. Da sempre abituato a scrivere di getto le proprie rime, in Gel emerge infatti da tutti i suoi pezzi una sensazione di spontaneità a volte forse eccessiva, ma fregandosene di tutto e di tutti va avanti per la sua strada. Non aspettatevi infatti virtuosismi particolari o rime ricercate, Gel è diretto, semplice, nel bene e nel male. e la sua forza è anche questa, la forza soprattutto di questo lavoro, che sta nella sua totale orecchiabilità, saltano all’attenzione infatti i suoi ritornelli, e sorprendono per quanto siano ben riusciti, un Gel in versione canterina non ce lo saremmo mai aspettati, molte delle parti cantate faticherete a togliervele dalla testa. Si va dalla divertente “Ultimo banco” alla romantica “Il tuo ricordo” che ci mostra un Gel per certi versi inedito e che ritroviamo anche nel pezzo dedicato alla madre “it’s not a happy home” accompagnato da Duke Montana che si cimenta anche in un cantato. Non mancano di certo episodi grezzi quali “T’ammazzo, M’ammazzo”, “Trash senza cash” e “Un masso al collo”, tre brani in cui il produttore Meme sfodera produzioni di alto livello. Ovviamente spicca tra i pezzi più “truci” la già citata “Pane e merda” con un Metal Carter sempre più posseduto e un Noyz Narcos che non ne sbaglia più una. Non manca una rilettura nella spassosa cover del classico degli Skiantos “Gelati”, da lui ribattezzata “Gel-ati”. In definitiva questo ritorno di Gel è un ritorno “ignorante” quanto basta, a molti divertira’, ad altri fara’ storcere il naso, ma non importa, un disco che lascia spazio anche alla riflessione, all’angoscia, alla voglia di rialzarsi in piedi e di imparare dai propri errori, ma anche e soprattutto una voglia di ascoltare della buona musica in totale spensieratezza, il tutto trasuda una profonda genuinità, è Gel.

Me$$ia