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Etichetta: Street Level
Distribuzione: Self
Anno: 2007

Personaggio storico dell’hip hop italiano (in voga dal 1983), DJ Enzo ritorna con un altro album, dopo Life Stories è il turno di “Vuoti A Perdere” uscito per la Street Level Entertainment Recordz, album tutto autoprodotto, nel quale Enzo ha curato immagini, cover e produzioni in quello che è il nuovo tentativo col chiaro intento di trasmettere una propria visione delle cose, della realtà dura e violenta da quartiere presentata con delle sonorità decisamente old school che disegnano atmosfere cupe e riflessive. E’ il caso di “Quando il tipo”, dove Mace confeziona uno dei beat più belli del disco farcito con dei violini che rendono molto l’atmosfera e l’idea del pezzo, ascoltare per credere, ascoltare per rendersi conto di come le parole si fondino e si mischino a questo tetro tappeto musicale. Enzo al microfono non è un fenomeno, risulta abbastanza noioso nella cadenza della voce e nei ritornelli alle volte troppo forzati e non si trovano nemmeno grandi acrobazie metriche, nonostante questo che va giudicato a seconda dei gusti il messaggio che egli vuol trasmettere è tutt’altro, da “Periferiko” a “Pistole Facili”, dalla bella prova di Marracash al sapore jazzato di “Rime e Panchine” si possono ascoltare varie storie di quartiere, singoli episodi che danno una linearità al disco, quasi a conferirgli la nomea di “concept album”, grande è la capacità di Enzo di trattare magari quasi sempre lo stesso argomento ma da diversi punti di vista. Sorprende Prhome che in “Ferite Aperte” confeziona uno dei featuring più riusciti, su un beal beat, ovviamente tutt’altro che solare nonostante la sua presenza, l’alternarsi di italiano e latino regala uno dei pezzi più belli dell’intero album. Da apprezzare e non è una novità, che per personaggi come DJ Enzo non esiste seguire il “sound” del momento, nessuno troverà sapori commerciali ne banalità che vanno di moda ultimamente, troverà solo la coerenza di un personaggio che da almeno 24 anni è ancora qui, sui dischi a dire la sua. Non sempre però viene supportato dagli ospiti, in un’atmosfera quasi apocalittica com’è quella di “Senza Distinzioni” è decisamente deludente la prova di Basetz mentre è buona quella lirica di Enzo che sottolinea una grande verità nel ritornello, quasi sempre osannata, diversamente da altri artisti “Non è l’America Fra, ovvero siamo in Italia qua, ma la verità merda, confini non ne fa, come ti bagni li ti bagni anche qua”. Disco prodotto per chi ama le sonorità più legate al suono di New York, tendenti qualche volta al dirty south, per chi è affascinato o è preso da quello storytelling senza tanti giri di parole che contraddistingue le liriche di Enzo o semplicemente per i fan nostalgici che han seguito e seguono uno dei più grandi pionieri della musica rap nostrana

Nicola S.