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Etichetta: Vibrarecords
Distribuzione: Self
Anno: 2007

Stringendo in mano l’ultimo lavoro (nonché primo LP “ufficiale”) di Ghemon (Scienz), giovane e promettente MC avellinese d’origine e romano d’adozione, ci si rende subito conto del mood generale che accompagna questo prodotto, proprio a partire dalla copertina rilassata e rassicurante e proseguendo per l’eloquente titolo, “La Rivincita dei buoni”. Ed è proprio la rivalsa contro le situazioni spinte, i personaggi “cattivi”, le storie tipicamente e forzatamente street che funge da fil rouge per l’intero snodarsi dei 20 brani (19 + ghost track), nonostante questo inquadramento sia forzatamente riduttivo.
Procedendo con ordine non si può tralasciare una riflessione sulle produzioni, (tutte “motivate” nel curatissimo libretto) curate da personaggi del calibro di Fid Mella, Mr. Phil, Sumo, il team Unlimited Struggle, Dj Impro e Donuts: si tratta di basi molto calde, quasi mai sintetiche, a volte rilassate e soffuse che trasudano struggle da ogni singolo loop di batteria, anche se alcune tendono leggermente ad assomigliarsi tra loro e forse avrebbero necessitato di una maggiore caratterizzazione.
Passando al rap di Ghemon, non si può fare a meno di notare la maniacale cura e ricercatezza nella scelta del lessico con cui vengono sviscerati i diversi argomenti nei diversi pezzi; il flow è inappuntabile, senza una pecca e la metrica sicuramente degna di invidia. Gli argomenti, trattati secondo l’ottica di cui ho già parlato, spaziano dall’amore alla quotidianità alla vita in provincia alle donne e vengono tutti affrontati con una minuzia d’analisi e una profondità degna di uno scrittore, anche se purtroppo a volte risultano troppo sofistici e persi nell’astratto e finiscono per perdere immediatezza e comprensibilità.
I featuring sono tutti concentrati nei ritornelli (a parte il rappato in inglese di P. Philly in “Avrei bisogno di un divano”) e sono affidati a soulman come Al Castellana, Frank Siciliano, Giallo e Hyst.
Tra i brani migliori si possono segnalare “Ogni parte di te”, frutto di un’idea originale, “Chiamami”, uno spaccato reale di un comportamento assunto da molti uomini, “La politica del tempo”, che tratta l’interessante tematica del cambiamento dovuto alla crescita e a un trasferimento atto anche a sfuggire la realtà soffocante della periferia, “Grande”, forse il pezzo in assoluto più riuscito e la ghost track, dove Frank Siciliano e Ghemon regalano un susseguirsi di immagini davvero emozionante.
Il conclusione, questa rivincita è stata portata a termine solo per tre quarti: si è perso qualcosa nell’eccessiva somiglianza (a livello sonoro ma anche testuale) tra un pezzo e l’altro, forse conseguenza inevitabile della lunghezza di questo lavoro nonché nell’immediatezza (specie nei confronti del precedente Mixtape) che rende questo un disco “difficile”, a cui approcciarsi gradualmente e con cognizione di causa ma che, se adeguatamente assorbito, può regalare notevoli emozioni.

Daniele C.