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Etichetta: Poesia Cruda Dischi/First Class Music
Distribuzione: Self
Anno: 2007

E’ la volta dei Fuossera, è il momento del gruppo che abbiamo conosciuto grazie ai Co’Sang, padroni dell’hip hop napoletano, i quali ci presentano “Spirito e Materia”, album di debutto accompagnato in precedenza con svariate produzioni underground e apparizioni sugli album di Co’sang e Dogo Gang. La formazione è composta da tre elementi, O’iank, Sir Fernandez e Pepp J One accompagnati dall’inseparabile DJ Fresella. L’album non fa altro che raccontare la realtà di “Piscinola” quartiere da dove provengono i 3 mc’s e della Napoli in generale, il tutto fatto con sincerità, rabbia, con parole crude che raccontano e disegnano quello che è lo scenario drammatico della realtà circostante.
Neanche a farlo apposta il disco inizia proprio come vi abbiamo appena informato: un’introduzione apocalittica nella quale le frasi dei ragazzi di Piscinola si susseguono fra di loro, parlano, si confidano e illustrano il proprio stato d’animo in una realtà che li soffoca nella quale c’è chi sopravvive e chi invece non ce la fa. La title track è affidata a Luchè dei Co’Sang, oramai famoso per le sue produzioni “scure” che incutono nello stesso tempo anche timore, quale migliore tappeto musicale per un argomento del genere, le contraddizioni di una società, dello spirito e della materia, non si poteva parlare meglio di certe cose, ascoltare per credere. A seguire c’è il primo singolo ufficiale dell’album “Voglia e Vulà” a mio parere non riuscitissimo musicalmente, beat un pò scarno anche se le liriche sono notevoli, forte è il desiderio di libertà, forte è il desiderio di andarsene da ciò che ci tiene intrappolati ogni giorno. Se analizziamo tutte le produzioni di Luchè ci rendiamo conto che queste tracce sono nettamente superiori alle altre, affidate invece ad altri produttori, fra tutte “Annanz all’ Uocchie” e “Age”: nella prima, riuscitissima la collaborazione di Monsi Du 16, rapper francese che insieme ai Fuossera è impegnato a parlare della propria infanzia abbellita sia da giochi che da pericoli per la propria vita, mischiando le proprie esperienze con un’altra cultura, quella francese appunto per passare poi a parlare della crescita singola di un individuo, meravigliosa quest’ultima, nonostante le difficoltà mai arrendersi e andare avanti. La chitarra di Guido Migliaro mischiata al bellissimo beat di Luchè introduce “O cant e n’omm”, sfogo di un uomo che sembra non essere ascoltato neanche da Dio, le note disegnano in pieno il lamento e l’angoscia che si evince dal brano. Si arriva alla migliore canzone del disco, “L’essere”, straordinaria la collaborazione con i Cosang, DJ Fresella confeziona un tappeto musicale molto simile alle atmosfere tipiche di Luchè, i due gruppi parlano della propria essenza, di quello che siamo e di chi possiamo essere, brividi alla schiena. C’è tempo anche per la speranza , in “Suonn e Realtà” il messaggio è chiaro, migliorare e costruire la nostra vita finchè se ne ha la possibilità, non ho altre parole oramai per le musiche di Luchè, adatte alle voci dei tre ragazzi dei Fuossera come nessun altro poteva fare. Spazio anche per la Dogo Gang, Marracash e Vincenzo da via Anfossi partecipano a “Solo Andata”, brano riuscitissimo data anche la tematica, parlare di una realtà alla quale non si appartiene e alla quale non è dato il giusto peso confrontandosi anche con quella che è la realtą milanese.
Disco d’esordio riuscitissimo, si ha bisogno di gruppi come i Cosang e come i Fuossera, di gruppi che parlano davvero della realtà d’ogni giorno senza gonfiare i fatti e le parole. Non fermatevi al dialetto, un dialetto che è l’unico mezzo mischiato alla musica che ci permette di scavare nella realtà napoletana, una realtà dove i tre ragazzi grazie alla musica cercano di migliorarla per quanto sia possibile.

Nicola S.