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Etichetta: Auto prodotto
Distribuzione: Auto distribuito
Anno: 2007

Sotto il nome di RapBull si cela un fervido collettivo di artisti provenienti da diversi gruppi ma legati geograficamente al nord della Lombardia (Varese in primis): nello specifico si tratta di Dydo e Livio, entrambi membri degli HugaFlame, DJRonin, Shai, Mocce e infine Lana, già RobotFlow.
“Colpi di sonno”, il primo album prodotto da questi ragazzi e uscito come autoproduzione, si promette di sviscerare attraverso i 15 pezzi che lo compongono una storia, alla stregua di un concept album, aiutandosi anche con gli skit che “cuciono” le varie parti: nello specifico si vuole descrivere un tipico “sabato sera” di un ragazzo medio dagli inizi, con la “fuga dalla realtà”, fino al malinconico epilogo.
Le produzioni sono confezionate per lo più da Livio e Mocce (arricchite anche dagli scratch di Dj Ronin), ma alle macchine troviamo anche ospiti illustri come Michel (Metrostars) e Carlito (Voodoo Smokers); il disco suona nel complesso molto bene, le basi sono fresche ed attuali e possiamo trovare una certa alternanza di produzioni più “clubbeggianti” rispetto ad altre più calme ma non per questo meno incisive.
I pezzi che compongono questo lavoro seguono per lo più uno schema fisso: 2/3 strofe rappate inframezzate da un ritornello cantato: per questi ultimi abbiamo gli efficaci featuring di Blumi, Tony Caporale e Sonya che regalano momenti degni di nota; non si po’ dire altrettanto per gli MC ospiti, Maxi B e Lana, che non aggiungono nulla di particolarmente significativo all’opera complessiva.
Passando in rassegna alcuni pezzi, si nota subito la terza traccia,  “Whisky e Coca”, celebrazione delle serate nei “club” hip hop: in questo brano troviamo tutti gli elementi tematici che vengono poi ripresi nelle tracce successive, come la musica, il locale, le “tipe”, con cui usare toni di lode o spregio a seconda della convenienza. Degna di novero è anche “100 in una volta”, in cui gli MC raccontano la simpatica idea di quantizzare i risultati ottenuti negli approcci femminili con un punteggio in centesimi; infine ricordiamo “Non cambierà”, l’ultima traccia, in cui si abbandonano i toni superomistici dei pezzi precedenti per lasciar venire alla luce il lato fragile, e per questo nascosto, tipico di ogni uomo, ma che per apparire viene celato sotto una massiccia dose di estrema sicurezza di se.
Nel complesso il lavoro appare piuttosto monotono negli argomenti (anche per via della precisa scelta di trattare motivi tutti legati fra loro nell’intento di descrivere una serata), mentre il rappato è sempre piuttosto piano e lineare: in altre parole non troviamo mai trattazioni “difficili” o impegnate ne virtuosismi stilistici; ribaltando la prospettiva vediamo un disco fresco, indirizzato a un pubblico decisamente giovane e spensierato che riesce facilmente a immedesimarsi nelle avventure quotidiane raccontate dai due rapper.

Daniele C.