Image   Etichetta: Universal
Distribuzione: Universal
Anno: 2007

Fibra con il guadagno del suo penultimo lavoro avrebbe potuto comprare un fucile per sparare sulla folla, con il successo fatto e l’entrata nel “jet-set” avrebbe potuto facilmente colpire in pieno petto i personaggi più commentati della tv…
Invece ha fatto “Bugiardo” e l’effetto è lo stesso, pieno sgomento e nessuno in piedi dopo che mister Sfiber scarica il suo caricatore da 17 tracce. Producers per l’occasione Fish, Nesli già al fianco di mister Simpatia e ancora dj Mike, Amadeus, Mastermaind e il francese Madeline. Le basi hanno per la maggior parte un sentore di crunk ben contaminato da sintetizzatori e bassi grassi oltremisura.
Ma la crescita non è solo nelle basi ben più elaborate delle sintetiche tracce da club presenti in “Tradimento” ma anche nelle tematiche delle tracce, Fabri Fibra in questo lavoro continua e fa seria la sua crociata contro le apparenze e il perbenismo borghese, una traccia su tutte “Potevi essere tu” che ci riporta alla disgrazia del piccolo Tommaso e alle faziosità dei telegiornali nell’occasione che per rendere ancor più terribile un avvenimento di per se mostruoso hanno pompato trasmissioni su trasmissioni di faziosità, se per “cuore di latta” s’è respirata aria di querela in casa Tarducci, ebbene con questa Fibra conferma il suo status di personaggio scomodo.
Tre featuring per quest’album, “Le ragazze” con Nesli, “Cento modi per morire” con Metal Carter e “Un’altra chance” con Alborosie. Se il primo feat appare di circostanza gli altri due stupiscono, fra Fabri e il Truce infatti si crea una strana sinergia stilistica, nel complesso legano bene il goliardico e dissacrante Fibra con il cupo e spietato Carter , mentre nel pezzo con Alborosie c’è da commentare più che altro la scelta stilistica di Fish che sintetizza la voce del raggaman facendola propia del loop. In conclusione Fabri Fibra si conferma come il rapper irriverente che tutti conoscono e ora molti apprezzano, senza contare che in quest’ultimo lavoro lo si riconosce come l’uomo di mare che tanto amava la maestria tecnico vocale che nei suoi ultimi due lavori un po’ c’era mancata, l’origine del successo di Fibra in conclusione è da cercare nella capacità di quest’ultimo di rendere sgradito all’orecchio ciò che tutti i giorni sentiamo per radio e tv mettendolo sotto una luce diversa da quella dell’occhio di bue da studio televisivo.

A. Errico