Image   Etichetta: Auto prodotto
Distribuzione: Self/Vibrarecords
Anno: 2007

Secondo lavoro per uno dei tanti gruppi più attivi in assoluto della Sardegna che, con “Bang Bang”, ritorna in modo prepotente e con un pizzico di arroganza al posto che gli spetta. Questa volta la parte musicale viene divisa fra Ibo e The Dark che si è occupato anche del processo di mixaggio. La formazione non cambia, al microfono troviamo l’aggressività di JO, Tao e Ibo.
Chi si aspetta testi pieni di sentimento o detto in gergo “conscious” ha sbagliato disco, JO mette in guardia tutti in “Blaze Again” la quale stende il tappeto sonoro per un viaggio lungo 21 tracce. Fra quel tipo di canzoni che ti prende senza lasciarti fiato, che ti fa riflettere anche nella sua semplicità di riportarti alla memoria pensieri collegati fra loro ci sono pezzi come “Welcome To Da Hood”, dove partecipa anche Sonni che ha da poco formato un duo con lo stesso Ibo; pezzo riuscitissimo, lento, si evince un senso di paura e malinconia, le Mentispesse raccontano la loro visione del quartiere, che sia il proprio o quello di altri poco importa, le parole sono chiare e la sincerità traspare dal dolcissimo ritornello che rimane stampato in testa. Lo story telling è un marchio delle Mentispesse, si passa subito a parlare del rapporto con il gentil sesso in “Amo vedertì così” (“Che c’è di meglio di un rapporto senza legami, intrecciare i nostri corpi come origami“), Tao disegna con le parole quella che sarà il punto di vista dei tre, anche qui spicca il ritornello, scritto in maniera tale da essere ripetuto anche a canzone finita. In “Maledette Risse” vi è la perfetta descrizione di come si possa scatenare una lite per una sciocchezza, tematica originale, ad accompagnare i tre c’è anche Asher Kuno che insieme a Bassi Maestro e gli Entroterra chiude il cerchio di ospiti del disco. Menzione speciale e particolare, forse per antipatia o forse solo per gioco, per la serie di 4 skit dedicati alla F*uck Locker (Foot Locker), protagonista Ibo, cliente, il quale come tutti decide di acquistare un paio di scarpe nella famosa catena di negozi prima nominata, il risultato sarà esilarante. Molto toccante il tributo a persone e agli amici che non ci sono più, “Troppo Presto” merita di essere ascoltata in silenzio, percepire a occhi chiusi la sofferenza e anche la poesia che traspare da ogni singola parola.
Qualcuno storcerà il naso pensando a un rap decisamente ignorante, a un rap banale o a della musica che pompa ma che non trasmette niente, è meglio se vi ricrediate. Le MentiSpesse tornano all’apice con un lavoro riuscitissimo, non ha senso etichettare ne fare paragoni, basta solo far suonare questo album, la quotidianità e l’abilità nel raccontare storie e situazioni sono le tematiche dominanti di questo lavoro. Ibo si dimostra a parer di popolo e anche del sottoscritto uno dei rapper sicuramente più bravi in assoluto del nostro panorama italiano, l’aggressività e l’approccio alle canzoni di Tao non ha eguali e lo stile di JO aggiunge quella sfumatura in più a uno dei migliori gruppi nostrani.

Nicola S.