Image   Etichetta: TrixShop
Distribuzione: TrixShop
Anno: 2007

“Sai che ti dico amico? Altro che vecchio, sono antico!”
È con questa amara considerazione che inizia la prima traccia di Karma, l’ultimo lavoro di Kaos One, ultimo sia nel senso strettamente cronologico sia nelle intenzioni dell’autore, che va così ad abbandonare, almeno ufficialmente, le scene.
Divenuto oggetto di un vero e proprio “caso” all’interno del piccolo mondo del Rap italiano per via delle voci, dei rumors e degli insistenti ritardi che hanno accompagnato la travagliata gestazione, Karma esce prodotto e distribuito da Trix in un elegante digipack curato nella grafica dal fido DeeMo; già aprendo la confezione e sfogliando il libretto, in cui sono riportati integralmente i testi, ci si rende conto dell’immensa qualità e dell’impegno profuso in questo progetto e si comincia a tollerare l’ampio lasso di tempo concesso.
Per la sua opera finale il Nostro si è avvalso di alcuni produttori di prim’ordine quali Don Joe, Shablo e Dj Argento; lo stesso Kaos produce l’intro con lo pseudonimo, già utilizzato in passato, di Ahamd dimostrando una certa abilità anche alle macchine.
È al microfono però che ritroviamo l’MC che tanto abbiamo imparato ad apprezzare nel corso di quasi tre lustri, con la sua innata carica hardcore, la potenza dei testi, l’inconfondibile timbro vocale che ci proietta nella mente l’immagine di un palco, di un uomo che urla in un microfono la sua rabbia incasellandola in raffinati tecnicismi e accorgimenti lirici.
La prima metà del disco è quella più volutamente ruvida, caustica: dopo la già citata introduzione, in cui kaos riesce anche a fare autoironia (“ora ho finito, scusate il ritardo”), troviamo pezzi potenti e carichi di fotta dove, su produzioni fresche e moderne (grazie anche al massiccio impiego di clap e synth) vengono snocciolati alcuni temi “canonici” come la fedeltà all’hiphop o la passione per la musica: si parla di “Uno”, dove troviamo anche delle frecciatine a vecchi “nemici”,  e “Mu-Sick”, che riprende e cita “Carcere a vita” di Neffa in cui troviamo anche un’ottima prestazione dell’amico Turi; nei pezzi “La zona morta” e “Pandemia” invece si parla in maniera decisamente lucida, rispettivamente, di politica-società e di religione: il Don qua vomita tutto il suo livore contro una situazione umana disarmante e arida sia dal punto fisico sia dal punto metafisico.
Da segnalare l’hit “Il sesto senso”, realizzata con i Club Dogo, in cui tutti e 3 gli Mc ci trasportano in un’atmosfera degna di un film di Dario Argento (azzeccatissima in questo la scelta del campione della base) sviscerando rabbia e dolore.  
La breve traccia Karma ci introduce nella seconda metà del disco, dove i toni e le conseguenti produzioni si fanno più “calme” ma non per questo meno degne o efficaci; esemplificativa è “Firewire” realizzata con il Colle der Fomento composta da un ritornello estrapolato da un live e 3 strofe su cui è ricamata la diffidenza e il rifiuto verso l’eccessiva informatizzazione della nostra vita. “D.C.D.V.”, realizzata con l’amico di sempre Moddi, è una chiaro e evidente omaggio al socio Trix: la traccia è particolarmente leggera e serve per stemperare i toni prima della claustrofobica “Insomnia”, uno dei pezzi più riusciti, dove Kaos dipinge una notte bianca, una stanza buia (il buio è un tema costante che ha sempre caratterizzato i suoi lavori), un uomo distrutto dall’incapacità di dormire.
Chiudono l’album un RMX della traccia col Dogo e “La fine”, pezzo dal titolo decisamente programmatico, un documento testamentario (per certi tratti simile all’intro, rendendo di fatto Karma un opera “circolare”) composto con amarezza da un artista che si rende conto di aver completato un percorso e sente la necessità di appendere il microfono al chiodo.
Concludendo Karma è un ottimo lavoro, la perla hardcore e underground di questo 2007, piena di raffinatezze e citazioni letterarie e cinematografiche: Kaos non avrebbe potuto fare di meglio né tanto meno qualcosa d’altro, ed è proprio per questa l’unica  limitazione del disco: chi si aspettava un’innovazione totale o qualcosa di diverso rimarrà sicuramente deluso, anche se qualche passo in questo senso è stato fatto, specialmente dal punto di vista delle produzioni.
Tutti gli altri, cioè quelli che si sono affezionati a questa particolarissima voce hanno sicuramente trovato pane per i loro denti.

Daniele C.