Image   Etichetta: Streethop
Distribuzione: Streethop
Anno: 2007

Gamma, o Lady Gamma, unica artista femminile della neonata streethop records, dopo l’ottima apparizione nell’album “Boanerghes” di Marya, ha finalmente deciso di proporre alla scena un prodotto interamente permeato del suo stile. Uno stile contaminato sicuramente dalle voci del passato come Sab sista e Nora, e Marya, buona alleata anche in questo lavoro.
Per questa recensione potrei prendere due direzioni diverse.
Guardare a questo album come a quello di una debuttante femminile, di una delle poche ragazze che con anima e corpo, tempo e soldi hanno buttato giù rime e un album che sia il più possibile lontano dalle fattezze di un demo. Oppure prendere “Artisti di strada” guardarlo con occhio obiettivo e metterlo in paragone con qualunque altro prodotto che circola in questo momento nella scena italiana. Essendo una ragazza credo che la cosa sia ancora più difficile, ma se io fossi al suo posto vorrei essere messa allo stesso livello degli altri artisti, senza favoritismi o telematiche pacche di spalla. Perchè dai testi, dai concetti di cui questo lavoro è pregno, si capisce che Gamma ha l’esperienza, sa cosa la gente vuole e molte volte lo sa fare anche bene. Perchè proprio per questo motivo non vorrebbe essere messa in un compartimento stagno. Se vogliamo parlare di stile e flow, come già detto prima, è perfettamente miscelato con quello dei suoi predecessori in gonnella e dei suoi compagni torinesi. Forse anche troppo.
Seppur un’artista sia alla sua prima pubblicazione penso debba portare il suo punto di forza, il suo tocco originale alla ribalta senza omologarsi alla linea continua e permanente della proprio scena. In alcuni pezzi alcune rime risultano taglienti, in altri invece il tutto sembra confuso…c ome se nel pezzo il filo conduttore sia stato perso dopo il primo ritornello. Anche questo è un altro punto debole. I ritornelli. Ma la cosa non è di relativa importanza, tali non riescono alla maggior parte dei rapper italiani tuttora in circolazione. Ma Gamma si salva forse grazie all’aiuto delle produzioni, le quali sono opera del produttore I.D., che, anche se solo in parte, sono state confezionate apposta per il timbro vocale e la concettualità dei testi. Esempi evidenti “American Dream” (il cui intro è una piccola perla jazz) e “Un’emozione flash”. Quest’ultima è uno dei pezzi riusciti meglio: forse proprio grazie a Marya, la perfetta collaboratrice per Gamma. Su “Fusion”, ultima traccia dell’album, a mio parere dà il meglio di sé, come per chiudere l’album in bellezza, se l’album fosse stato tutto su questo livello penso avrebbe avuto qualche estimatore in più.
“L’alba dei centauri” è  un pezzo particolare… dedicato alla propria moto. Insolito penserete per una donna, ma proprio in risalto rispetto alla totalità dell’album. Almeno sappiamo che il fumo non è l’unico amore degli mc’s italiani. Ma c’è un’altro amore ben rappresentato, quello per la musica a cui viene dedicato una track intera insieme a NastyMasty, sarebbe stata interessante un’altra strofa, perché si capisce che a Gamma c’è qualcos’altro che importa di più rispetto a un video che gira per la tele.
E non concluderò emanando sproloqui su quanto una ragazza abbia fatto un buon lavoro, all’altezza degli altri mc uomini. Non punterò il riflettore sul fatto che “questi testi sono scritti come quelli di un uomo e che non trattano argomenti da donne”, come un plus ultra dell’album, perché penso che sia proprio questo il punto debole di “Artisti di strada”. La quasi totale mancanza di quella parte femminile che non dovrebbe essere il difetto, ma il pregio del suo album, perché proprio in quanto female mc si dovrebbe far capire quanto si vale non trattando gli stessi argomenti degli uomini ma parlando della propria componente e delle proprie esperienze allo stesso livello di un uomo.
Concludendo posso dire che è un discreto inizio per Gamma, un tassello in più per la scena torinese, e una proposta che porterà sicuramente a un lavoro più valido in futuro.

Monica F.