Image   Etichetta: Vibrarecords/Saifam
Distribuzione: Self
Anno: 2007

Partiamo da un presupposto: le migliori caratteristiche di Ape sono l’abilità nel descrivere situazioni di vita quotidiana (e non), l’attenzione verso i particolari e la minuziosità in grado di teletrasportare l’ascoltatore sulla scena del fatto descritto.
Detto ciò, bisogna anche ammettere che il problema maggiore dei precedenti lavori del sopracitato Mc era un flow che risultava troppo quadrato e monotono.
I primi miglioramenti si erano già visti, pardon, sentiti su “Generazione di sconvolti” (secondo disco ufficiale di Ape), ora Ape torna con “MorgyMo e la gente per bene” e la sorpresa è grande, quando infilato il cd nel lettore, troviamo un artista rinnovato.
L’abilità descrittiva di Ape emerge subito mettendo in  play il cd e trovandosi davanti a una piccola chicca: “Gran Finale”. Il titolo dice tutto, la “morte” di Morgymo e per sapere come si è arrivati al “gran finale” bisogna arrivare all’ascolto dell’ultima traccia, “l’incontro”, un diversivo decisamente intrigante.
Ape è in grado di trascinare l’ascoltatore in diversi mondi, diversi situazioni, per cui ci si troverà a passare da un’ironica e tagliente critica verso il mondo televisivo (e relativi programmi) italiano con “Zapping” ai caldi incontri con la “Lei” di turno.
Ci si ferma in “Caserma”, pezzo dove Vacca condisce con un ottimo ritornello un minuzioso storytelling di Ape, storie quotidiane, vita di ogni giorno, situazioni spiacevoli come gli abusi delle divise blu verso i giovani del giorno d’oggi, e la repressione verso l’uso delle droghe leggere.
Per una delle tracce meglio riuscite del disco, basta chiudere gli occhi (e aver visto il film “Donnie Brasco”…) per trovarsi catapultati in una Florida anni ’70, con il mafioso “Morgy Mo” e le sue attività non propriamente legali, e come dice lo stesso artista “il lavoro è assai faticoso, ma i ragazzi hanno le mazze…”.
Non fraintendiamo, non è nelle corde di Ape l’atteggiamento violento o da gangster, anzi, è solamente l’espressione di una passione verso un determinato tipo di film, questo porta una piccola chicca (prodotta da Jack The Smoker) dal titolo “Sogni di Malavita”.
Come già detto però, la qualità miglior di Ape emerge nello storytelling, la conferma arriva dalla seconda chicca del disco “Serata da Freak” (prodotta da Luda),  la critica di Ape verso determinate serate “milanesi” è tagliente quanto ironica, le situazioni sono tipiche di parecchi locali e chi non si è mai trovato coinvolto in una rissa o discussione con un classico tamarro che “sfoggia il repertorio, chiamo mio cugino, ti sparo, finisco all’obitorio..”.
La vita quotidiana influisce parecchio in questo disco, dove la vena ironica dell’artista la fa da padrona, ma allo stesso tempo ci sono serie critiche alla società odierna, basti pensare…pardon, ascoltare la traccia con la collaborazione di Zampa: “Brutto vizio”, prodotta da Mr.Phil.  Un altro pezzo sulla polvere bianca che va tanto di moda, non il solito vanto però, anzi, una dura accusa verso chi diventa schiavo di questa sostanza.
Non solo note positive però, alcune track per esempio lasciano il tempo che trovano come “Pusher” (prod. Gasto) con la collabo del socio Sir Bod o “La mia mania” con la presenza del milanese Asher Kuno. Alt, il livello dei suddetti pezzi è buono, ma il risultato non è incisivo come in altre prestazioni.
Ultima nota positiva di questo disco è nelle produzioni, decisamente più fresche e varie di quelle dei lavori precedenti, dando così al prodotto maggiore longevità.
Un plauso ad Ape, in primis per i continui miglioramenti e questa non è cosa da tutti, in secondo per un lavoro che incide maggiormente rispetto ai precedenti, e che invoglia decisamente a riascoltarlo più volte fino a porsi la domanda: Chi è veramente la “Gente per bene” ?

Win X-P