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Etichetta: Remida Records
Distribuzione: Self
Anno: 2007

Prendi 12 artisti tra i più affermati nella scena, fagli riprodurre in musica un film a loro scelta, eccovi il risultato: “Quella sporca dozzina”.
Da un’idea di Bus e dello staff della trasmissione “Bravi ragazzi” in onda su Rai due nasce questo progetto, decisamente interessante e soprattutto innovativo.
Ogni artista ha trattato a suo modo e con estrema libertà un film, usando musica e parole. C’è chi come Bassi ci ha voluti riportare nel “selvaggio West” con “Trinità”, pezzo riuscito con un beat che riprende il campione del film stesso e un Cock deeni in buona forma, c’è chi come i One Mic ha preferito restare nell’attualità portandoci rime crude che suonano come i pugni protagonisti del film da loro trattato: Fight Club.
Abbiamo conosciuto l’imponenza di un Reggae King Kong, cantato da Babaman e siamo stati ipnotizzati da Esa aka El Presidente con una traccia dal sapore elettronico che fa viaggiare nella stanza della mente come successo nel film “Se mi lasci ti cancello”.
Le canzoni meglio riuscite però sono due, una è del gruppo milanese Pesi Piuma con “L’avvocato del diavolo” film con Al Pacino conosciuto a tutti, Hego riproduce al meglio il film sfruttando le parole e Mars stende un tappeto sonoro perfetto per l’atmosfera del film e del pezzo stesso. L’altra produzione che da sola varebbe l’acquisto del suddetto cd è quella di Marracash con “La via di Carlito”. Chi ha visto il film, ascoltando il pezzo non può non rivivere la tensione di un Carlito in fuga dai siciliani, o di un Penny Blanco che senza scrupoli lo uccide in stazione, la bravura di Marracash è stata proprio nel riuscire a far rivivere le stesse sensazioni e emozioni che si hanno guardando il film, le parole hanno riprodotto davanti agli occhi le immagini del film in maniera fedele, il beat di Don Joe è una piccola chicca ed è la ciliegina sulla torta.
Buone le prestazioni anche della Original Babuzzi Band con “Lo strappo” (the snatch), di Alessio Beltrami con il film di Stanley Kubrick “Eyes Whide shut” e di Ape che descrive abilmente il film “Il grande Lebowski”.
Ad insaporire definitivamente il prelibato piatto ci pensano i Lickers con “Old boy”, e i palermitani Stokka & Mad Buddy che ci accompagnano nell’intricato “Lost in translation”,  in ultimo forse pezzo leggermente meno riuscito quello di Santo Trafficante con, ovviamente visto anche il suo street name, “Donnie Brasco”.
La grafica del prodotto è ben curata, il disco è sicuramente un qualcosa di fresco e interessante l’unico piccolo rammarico è che magari poteva essere coinvolto qualche altro artista affermato, ma va bene così, buon cibo per cinefili e ascoltatori.

Win X-P