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Etichetta: Vibrarecords
Distribuzione: Self
Anno: 2007

Metal Carter, direttamente dal Truceklan di Roma, inaugura l’inizio del 2007 con l’uscita di questo suo secondo lavoro da solista. Rispetto a “La verità su Metal Carter” questo cd ci appare molto più completo, a partire dal numero delle tracce, ben 16, rispetto alle 10 dell’altro, ma soprattutto tematiche più serie e profonde. Solo due skit affidati a Danno (Colle der Fomento) e ad Eva Grimaldi, nè intro nè outro, il cd parte diretto con la prima traccia.
Lo stile di Carter è particolare, non c’è dubbio, come quasi per ogni membro del Tuceklan c’è chi lo apprezza e ne elogia le qualità e chi invece disprezza il suo modo di rappare, muovendogli le accuse di essere “legnoso” e di non andare a tempo, è anche vero che a volte ci si trova davanti a delle rime forse un po’ troppo scontate, ma quello che conta nell’ascolto di questo cd è di non soffermarsi su come Carter dice le cose ma bensì su cosa Carter dice. Come detto in precedenza gli argomenti trattati sono seri, c’è ben poco spazio per l’ironia, quella che predomina è un’atmosfera cupa, di dolore, angoscia, paura,sofferenza,depressione… Carter è passato attraverso 17 anni di psicologi e psichiatri per malattie mentali, e in questo cd più che negli altri sembra aver usato il rap come mezzo di sfogo.
Andando ad analizzare le tracce, salta subito all’orecchio il brano “Lascia che io sia”, dove oltre che al titolo troviamo una ripresa, opportunamente modificata, del ritornello dell’omonimo pezzo di Nek, ed è proprio nel ritorlello che troviamo un cambiamento nella rappata di Carter che allunga molto le strofe, andando quasi a dare l’idea di un tentativo di voler quasi cantare piuttosto che rappare; ed ancora nel brano successiovo “Nella mia mano” il ritornello rispolvera vecchi ricordi infantili del cartone animato “La balena Giuseppina”.
I featuring presenti nel cd non sono molto numerosi e, fatta eccezione per Julia, Duke Montana e Jake la Furia (Club Dogo/Dogo Gang), sono tutti realizzati da membri del Truceklan; tra di questi spicca su tutti Noyz Narcos, presente in ben 3 pezzi: “T.R.U.C.E.”, “Ammazzami” e “Truceboia” dove troviamo la formazione originale dei Truceboys al completo (Cole, Gel, Noyz Narcos e Metal Carter). Buona la prestazione di Duke Montana in “Con il crack” che con i suoi ritornelli in inglese riesce sempre a dare un tocco di originalità e di musicalità alle tracce. Ed infine in “Hardcore pt 2” da segnalare la presenza di Jake la Furia che con la sua strofa innalza totalmente il livello del brano, i due ci espongono la loro concezione personale dell’essere hardcore, che “non è fare i duri a tutti i costi” hardocore è anche “aiutare una vecchia ad attraversare la strada” proprio per citare le parole di Carter, e ancora nelle rime di Jake emergono storie di ragazzi cresciuti per strada, nei cosìdetti blocchi di periferia, lontano dai quartieri più agiati.
Per quanto riguarda Julia, che già aveva collaborato con Carter ne “I più Corrotti”, la ritroviamo nel ritornello dell’ultimo pezzo del cd “Di notte”, dove la sua voce sembra fondersi perefettamente al campione usato per il beat, prodotto da Santo Trafficante per “Ghiaccio Entertainment”, che già aveva curato buona parte dei beat del precedente lavoro di Carter. In questa traccia sia la base che il testo danno l’idea di un’atmosfera un po’ spettrale, spaziando tra immagini di vampiri e creature della notte.
Ma la vera sorpresa di questo cd sono i beat, la maggior parte sono curati da LouChano per Phakt Rec, che ci dà ancora una conferma della sua bravura quando si tratta di produrre basi, oltre a lui sempre la Phakt Rec troviamo Rough e Fuzzy, produttori che lavorano entrambi al Quadraro Studio di Roma, dove il cd è stato registrato. Da segnalare la presenza quasi inconfondibile di Noyz (Traffic Records) per la produzione del beat di “Amore Rubato”. Infine anche lo stesso Carter, per la “Stato Brado Prod.” collabora insieme a Kimo Yano 167 V.A. (Truceboys) nella realizzazione della base di “Lascia che io sia”.
Tutto sommato un cd che merita un ascolto ben accurato, per comprendere bene gli argomenti di Carter e per arrivare poi alla fine ponendosi la domanda che ci si pone già leggendo il titolo: “Cosa avete fatto a Metal Carter?”.

Talìa