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Etichetta: Vibrarecords/Saifam
Distribuzione: Self
Anno: 2006

“Silenzio in aula parla Zesh, shhhh…zitti tutti! Suoni i miei brani una minima poi li butti, non è che ciò, siano brutti, è che quest’album non segue la moda e tu ti stufi. Butta gangsta, rap cloni, chi canta racconta di puttane cannoni e polvere bianca; chè se non parlo di come e dove la spaccio, e ovvio b, che non tiro e che non ti piaccio….”

Già dalle prime rime di “Musica e Demoni” emerge il vero spirito di questo lavoro frutto della collaborazione di Zampa, noto mc di Verona, e di Jack the Smoker, l’apprezzato rapper de La Crème sempre più conosciuto come produttore. La produzione musicale è infatti interamente affidata a Jack, mentre al microfono è sempre presente Zampa col supporto saltuario di altri mc. Il disco in questione è un episodio a mio avviso particolare in questa fase evoluzionistica dell’hip hop italiano in quanto, mentre tutti puntano a raggiungere il suono e l’attitudine statunitense, Jack e Zampa hanno la maturità artistica di fare proprio questo genere musicale reinterpretandolo alla maniera più semplice e genuina per dare un ritratto della loro vita, nella loro città, facendo rendere appieno dal suono e dalle rime il senso di quotinianeità.
Di primo impatto il progetto può risultare un po’ arido e anonimo, ma per un orecchio attento e selettivo, che è poi il target effettivo a cui mirano Zampa e Jack, c’è molto di più, e questo “tesoro” va scoperto lasciando in ripezione automatica l’impianto stereo. “Il suono per resistere” sembra trasparire come una vera e propria filosofia di vita in cui viene intesa la musica come un riflesso di se stessi a 360 gradi, in cui mentire vuol dire prima di tutto fare un torto a se stessi. Dal punto di vista musicale questo lavoro è prettamente classico, tutto si basa su un buon taglio dei sample prevalentemente estratti dal soul degli anni ’70 e delle belle batterie per sostenere il rap schietto e cadenzato di Zampa. Dal lato dei contenuti non si riscontra una grande evoluzione e una spiccata originalità rispetto ai lavori precedenti di Zampa, ma grazie alla sua capacità interpretativa fuori dal comune ed una impronta tendenzialmente poetica, qualità che lo hanno da sempre contraddistinto da molti suoi colleghi, riesce a rendere piacevole e coinvolgente ogni sua frase toccando la sensibilità dell’ascoltatore. Scarsa invece la presenza di Jack the Smoker al microfono che compare solo in poche situazioni. Una sua presenza più massiccia avrebbe aiutato a rendere un più vario e leggero il disco. L’album è costituito da 23 traccie, comprensive di un intro e tre interludi musicali. Questo è uno dei casi in cui il numero dei pezzi risulta un po’ eccessivo che va a rendere un po’ dispersivo tutto il progetto con delle situazioni che appaiono un po’ ripetitive. Ci sono invece alcuni episodi che emergono come ad esempio “Electrorapmusic” con una freschissima produzione e il sempre gradito intervento di Bassi Maestro, “Quelli del ’79” in cui Zampa ripercorre le prime fasi della sua vita con una simpatica analisi anche dell’evoluzione sociale che gli è gravitata attorno, “Un Anno terribile” che consiste in una lettera ad un amico in cui racconta gli eventi che hanno segnato maggiormente il suo ultimo anno di vita, “Verona City” con featuring di Jap che è una sorta di seguito del pezzo contenuto nel primo disco solista di Jap che si intitolava appunto “Verona” , e la bellissima “Soli”, un pezzo che contribuisce molto ad elevare la qualità di questo lavoro, con una bella strofa di Zampa e un ottimo intervento suonato, un assolo di tromba, a cura di Zeno. Oltre a quelli già citati, troviamo come ospiti al microfono Ape in “Spywar(e)”, Gomez in “Musica e demoni”, migliore comparsa esterna assieme a quella di Bassi, e Kuno assieme a Bat che peccano un po’ di incisività in “T.U.”. Un ottimo lavoro per Zampa e Jack the Smoker, un album sospeso in un limbo tra il classico e l’innovativo, un lavoro senza episodi di spicco, senza traccie in stile “easy listening” e l’appeal “radio friendly”, ma un prodotto costante che mette bene in luce le capacità dei due artisti in questione e la loro presa di posizione riguardo al loro percorso musicale.

Marco C.