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Etichetta: Vibrarecords
Distribuzione: Self
Anno: 2006

“PennaCapitale” è l’attesissimo ritorno di uno dei gruppi più importanti del panorama hip hop italiano attuale, i Club Dogo.
Jake La Furia, Guè Pequeno, e Don Joe hanno l’ardua missione di mantenere le pesanti aspettative dopo aver dato luce, nel 2003, a “Mi Fist”, disco tutt’ora considerato come uno degli ultimi veri e propri classici di questo genere.
In “Penna Capitale” il trio definisce alla perfezione il loro approccio musicale e il singolo status dei componenti. Jake La Furia, aka Fame per i meno aggiornati sulla formazione in questione, è crudo e tagliente come non mai, ma in vari episodi riesce anche a “spogliarsi” e a svelare certe sue paure e malinconie. Guè Pequeno, aka il Guercio, si afferma come un vero e proprio poeta di strada dei tempi moderni, voce avvolgente e testi ricercati. Don Joe è uno dei più affermati produttori italiani che dopo l’importante esperienza di “Regular” con Grand Agent (grande assenza in “Penna Capitale”), non ha più nulla da dimostrare e può concedersi il lusso di fare musica alla ricerca di una propria identità distanziandosi dai vari schemi che spesso impongono gli ascoltatori di questo genere musicale.
Il gruppo funziona alla perfezione, ogni elemento si incastra con precisione con l’opera degli altri due, e questo fa si che ne esca un ottimo prodotto che suona sotto tutti gli aspetti internazionale, che potrebbe anche aprire le porte del mercato europeo al rap di casa nostra.
Il disco è composto da 16 traccie, senza interludi e con un solo remix, quello di “Cani Sciolti 2006”, uno dei pezzi di punta dell’album. Ottima mossa, molto riuscita. Questa versione attuale di “Cani Sciolti” sottolinea la posizione di rilievo di questo gruppo all’interno della scena, tanto da potere dare un seguito con totale credibilità a quella che all’unanimità viene considerata una delle pietre miliari dell’hip hop italiano come appunto “Cani Sciolti” dei Sangue Misto. Meno riuscito invece il remix, ad opera proprio di Deda, che per quento possa essere ricercato a livello di sonorità, risulta distante dal resto dell’album e rimane con un apprezzabile contributo del componente dello storico gruppo Bolognese.
Guè e Jake sono in attesa di una vera e propria rivoluzione, sono spesso socialmente impegnati nelle liriche e una prova ne è “Falsi Leader”, prodotta da Dj Shocca, in cui tentano di bissare la bomba di “Rendez Vous Col Delirio”, ma i pezzi sono differenti sia come argomento che come atmosfera e non sono confrontabili. La traccia in questione è potente ed efficace.
I Dogo si lasciano andare con traccie più frivole in episodi come “Briatori” con Marracash e “Non Sto In Cerca Di Una Sposa”, con Liv L’raynge, prodotta da Deleterio che suona freschissima con sonorità che si avvicinano a quelle del Kanye West di “97 Bonnie & Clyde” di Jay-z.
Il singolo “Butta Via Tutto” rimane come una delle traccie meno convincenti di “Penna Capitale”, anche se con un bel ritornello d’impatto. Probabilmente la versione dal vivo di questo pezzo potrebbe avere dei risvolti notevolmente positivi.
La Dogo Gang rivela il suo lato migliore, sia a livello di liriche che di produzione, quando decide di puntare alla sensibilità dell’ascoltatore, nelle traccie più intime e conscious come “Una Volta Sola” in cui viene gettato uno sguardo sul passato spesso non facile dei due mc.
In “La Testa Gira” viene affrontato senza filtri, ma in modo liricalmente raffinato, il tema degli stupefacenti e dell’alcool, e del rapporto che Guè e Jake hanno con tutto ciò.
Belle traccie, anche se leggermente meno incisive, sono “Tutto Quello” e “Cattivi e Buoni”.
“2 Modi” è un ottimo pezzo, una love song in stile Club Dogo, assolutamente non banale, con sonortità prettamente morbide e sostenuto da un bel ritornello di Ricardo, in poche parole un pezzo con tutte le carte per essere un singolo apprezzabile anche nel mainstream da orecchie non abituate a questo genere.
La traccia più intensa e una delle meglio riuscite è “No More Sorrow”. ottima strumentale a cura di Dj Shablo, Guè e Jake profondi e intensi come in poche altre occasioni e un ritornello di Poopatch che si incastra al beat beat in maniera talmente perfetta da sembrare quasi estrapolato dal sample della produzione.
Atmosfere varie, qualità assoluta lirica e musicale, i Club Dogo non si smentiscono. L’attitudine street è nel DNA di questi tre artisti che a questo punto della loro carriera possono considerarsi affermati.
Con un ottimo management alle spalle a cura della “Oblio Produzioni”, i Dogo hanno già varie date programmate in giro per la penisola per proporre questo prodotto.
“Penna Capitale” è un ottimo disco, fresco e forse talmente attuale da essere, a posteriori, meno longevo dell’ormai vecchio “Mi Fist” che aveva quel sapore classico e delle chicche irripetibili come “Sangue e Filigrana”, “Cronache di Resistenza” e “Selezione All’ingresso” che non lo faranno mai tramontare.
L’acquisto di “Penna Capitale” è assolutamente consigliato, soprattutto per chi vuole una testimonianza dell’elevato spessore qualitativo a cui è arrivato oggi l’hip hop italiano.

Marco C.